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"Il nome di Federico Freni" diventa "la pietra miliare" della lotta per il controllo della Consob tra le forze politiche in maggioranza. La Lega, dopo lo stop di Freni alla presidenza del Consob, continua a fare pressione sulle forze dell'ordine per ottenere il nome del suo sottosegretario, Federico Freni.
I leader dei partiti di maggioranza, come Ricardo Molinari e Raffaele Nevi, si scambiano avvertimenti. Ma la Lega non sembra intenzionata a rinunciare al nome di Freni e continua a far pressione per ottenere il suo sostituto, che sarà scelto nella partita delle suppletive di marzo.
La questione della Consob diventa una "ferraglia" tra i leader dei partiti di maggioranza. Il leader del Noi Moderati, Maurizio Lupi, invita ad evitare i veti pregiudiziali e sottolinea la possibilità di convergere su un profilo tecnico.
Ma la Lega punterebbe a far calmare le acque e non vuole rinunciare all'idea di Freni alla Consob. Anche se il centrodestra si compatta sul voto favorevole all'emendamento che espunge la parola "militari" dal titolo e dalla rubrica dell'articolo del decreto Ucraina.
La questione della sicurezza, in particolare la strada sicura, diventa un punto di frizione tra i leader dei partiti di maggioranza. La Lega punterebbe al doppio binario: decreto e ddl. Mentre il capogruppo leghista Eugenio Zoffili insiste sulla risoluzione che punta al potenziamento dell'operazione "Strade sicure".
I leader dei partiti di maggioranza, come Ricardo Molinari e Raffaele Nevi, si scambiano avvertimenti. Ma la Lega non sembra intenzionata a rinunciare al nome di Freni e continua a far pressione per ottenere il suo sostituto, che sarà scelto nella partita delle suppletive di marzo.
La questione della Consob diventa una "ferraglia" tra i leader dei partiti di maggioranza. Il leader del Noi Moderati, Maurizio Lupi, invita ad evitare i veti pregiudiziali e sottolinea la possibilità di convergere su un profilo tecnico.
Ma la Lega punterebbe a far calmare le acque e non vuole rinunciare all'idea di Freni alla Consob. Anche se il centrodestra si compatta sul voto favorevole all'emendamento che espunge la parola "militari" dal titolo e dalla rubrica dell'articolo del decreto Ucraina.
La questione della sicurezza, in particolare la strada sicura, diventa un punto di frizione tra i leader dei partiti di maggioranza. La Lega punterebbe al doppio binario: decreto e ddl. Mentre il capogruppo leghista Eugenio Zoffili insiste sulla risoluzione che punta al potenziamento dell'operazione "Strade sicure".