VoceDiSassari
Well-known member
Nella vasta operazione "Hydra" che ha coinvolto la Dda di Milano, il gip Emanuele Mancini ha inflitto condanne pesanti a 62 imputati, tra cui una pena massima di 16 anni di reclusione, mentre altri 45 sono stati mandati a processo.
L'inchiesta si è concentrata su un presunto "sistema mafioso lombardo" e ha messo in evidenza una possibile alleanza tra affiliati della Cosa Nostra, 'ndrangheta e camorra. La struttura associativa che ha catturato l'attenzione del giudice è quella di un'organizzazione costituita da persone appartenenti alle tre diverse organizzazioni criminali.
I carabinieri hanno condotto indagini approfondite, anche grazie a dichiarazioni di alcuni imputati "pentiti", mentre la decisione di bocciare gran parte degli arresti del 2023 è stata poi confermata dal Riesame e dalla Cassazione. Tuttavia, è stato il giudice Mancini a riconoscere la contestazione principale dei pm Cerreti e Ferracane.
La maggior parte degli imputati si trova dietro le sbarre, mentre Massimo Rosi, considerato un esponente di vertice della 'ndrangheta, ha ricevuto la pena più alta. Solo 18 tra gli 80 imputati hanno been assolti, mentre altri nove sono stati condannati a patteggiamento, mentre undici sono stati prosciolti in udienza preliminare.
Le indagini hanno messo in luce la complessità del sistema mafioso lombardo e la necessità di una più efficace collaborazione tra le forze dell'ordine per contrastarlo.
L'inchiesta si è concentrata su un presunto "sistema mafioso lombardo" e ha messo in evidenza una possibile alleanza tra affiliati della Cosa Nostra, 'ndrangheta e camorra. La struttura associativa che ha catturato l'attenzione del giudice è quella di un'organizzazione costituita da persone appartenenti alle tre diverse organizzazioni criminali.
I carabinieri hanno condotto indagini approfondite, anche grazie a dichiarazioni di alcuni imputati "pentiti", mentre la decisione di bocciare gran parte degli arresti del 2023 è stata poi confermata dal Riesame e dalla Cassazione. Tuttavia, è stato il giudice Mancini a riconoscere la contestazione principale dei pm Cerreti e Ferracane.
La maggior parte degli imputati si trova dietro le sbarre, mentre Massimo Rosi, considerato un esponente di vertice della 'ndrangheta, ha ricevuto la pena più alta. Solo 18 tra gli 80 imputati hanno been assolti, mentre altri nove sono stati condannati a patteggiamento, mentre undici sono stati prosciolti in udienza preliminare.
Le indagini hanno messo in luce la complessità del sistema mafioso lombardo e la necessità di una più efficace collaborazione tra le forze dell'ordine per contrastarlo.