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«L'Italia si sta preparando a diventare il polo energetico del Mediterraneo, grazie alla sua risorsa naturale di gas e petrolio».
La prospettiva è ottimista e si tratta di una opportunità per l'Europa, ma è anche necessaria una grande attenzione. La debolezza dell'Unione Europea sul mercato energetico sta creando un vuoto che il nostro Paese può riempire.
Il ministro Gilberto Pichetto Fratin, del governo italiano, sostiene che l'Italia deve accelerare la costruzione di una rete di gas nazionale e diventare hub del Mediterraneo. «L'Italia ha le condizioni per spingere in questo direzione», dice.
Ma ciò richiede investimenti e infrastrutture. Il ministro precisa che gli effetti su prezzi del petrolio sono complessi, ma insieme alla disponibilità di giacimenti venezuelani enorme, c'è anche un aumento della produzione.
La produzione nazionale di gas è ridotta al minimo (3,3 miliardi di metri cubi) e l'Italia dipende dall'estero per il 85% della sua energia. Il carbone non ha una convenienza economica ed è altamente inquinante ma se mantenuto fermo si può prevenire emergenze energetiche future.
Per diventare un hub energetico, serve una ridondanza di gas che transita nel nostro Paese e quindi più rigassificatori.
Il ministro precisa che il Dl energia con aiuti a imprese e famiglie è in arrivo e l'Unione europea ha messo 6,5 miliardi sul tavolo dell'energia.
La prospettiva è ottimista e si tratta di una opportunità per l'Europa, ma è anche necessaria una grande attenzione. La debolezza dell'Unione Europea sul mercato energetico sta creando un vuoto che il nostro Paese può riempire.
Il ministro Gilberto Pichetto Fratin, del governo italiano, sostiene che l'Italia deve accelerare la costruzione di una rete di gas nazionale e diventare hub del Mediterraneo. «L'Italia ha le condizioni per spingere in questo direzione», dice.
Ma ciò richiede investimenti e infrastrutture. Il ministro precisa che gli effetti su prezzi del petrolio sono complessi, ma insieme alla disponibilità di giacimenti venezuelani enorme, c'è anche un aumento della produzione.
La produzione nazionale di gas è ridotta al minimo (3,3 miliardi di metri cubi) e l'Italia dipende dall'estero per il 85% della sua energia. Il carbone non ha una convenienza economica ed è altamente inquinante ma se mantenuto fermo si può prevenire emergenze energetiche future.
Per diventare un hub energetico, serve una ridondanza di gas che transita nel nostro Paese e quindi più rigassificatori.
Il ministro precisa che il Dl energia con aiuti a imprese e famiglie è in arrivo e l'Unione europea ha messo 6,5 miliardi sul tavolo dell'energia.