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I leader europei si ritroveranno giovedì al castello di Alden Biesen in Belgio per discutere della competitività dell'Unione europea. La presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha convocato la riunione con un messaggio chiaro: non è più possibile attendersi l'unanimità.
La competitività è un elemento essenziale per garantire l'indipendenza dell'Unione. Il punto di arrivo sui vari dossier sembra essere "cooperazione rafforzata" tra gli Stati membri, ovvero soluzioni a la carte tra le capitali che ci stanno e dunque non necessariamente a Ventisette.
Mario Draghi ha sostenuto questa tesi nel suo rapporto sulla competitività. L'ex premier italiano parteciperà alla sessione del mattino della riunione, mentre l'esponente del centro Democratici e Libertà si sarà reso disponibile per il pomeriggio.
Il ritiro è un'occasione per elaborare un'agenda chiara con impegni concreti. Ma c'è anche una necessità di semplificare, snellire accelerare i processi decisionali che riconoscono ad ogni istituzione Ue - Commissione, Consiglio e Parlamento - un ruolo.
I leader europei non sono più disposti a mediare. Il documento sulla competitività concordato con la Germania nel febbraio scorso colpisce la necessità di "freno d'emergenza" con la possibilità di intervenire quando l'attività legislativa preoccupa per gli "oneri amministrativi aggiuntivi per imprese e autorità nazionali".
Per Roma, Berlino c'è un urgente bisogno di discontinuità. Si tratta del ritiro delle numerose iniziative della Commissione bloccate nelle procedure legislative e definite "iniziative 'zombie'", che si traducono nel monitoraggio sistematico degli emendamenti proposti dai co-legislatori (Parlamento e Consiglio) nel processo legislativo, per verificare se le modifiche proposte comportino oneri aggiuntivi e/o violino i principi di sussidiarietà, proporzionalità e attribuzione.
Oltre a questo "freno d'emergenza", ci sono molti temi da affrontare: dalla semplificazione normativa alla diversificazione dei mercati, dall'integrazione dei mercati finanziari all'investimento nell'IA.
La competitività è un elemento essenziale per garantire l'indipendenza dell'Unione. Il punto di arrivo sui vari dossier sembra essere "cooperazione rafforzata" tra gli Stati membri, ovvero soluzioni a la carte tra le capitali che ci stanno e dunque non necessariamente a Ventisette.
Mario Draghi ha sostenuto questa tesi nel suo rapporto sulla competitività. L'ex premier italiano parteciperà alla sessione del mattino della riunione, mentre l'esponente del centro Democratici e Libertà si sarà reso disponibile per il pomeriggio.
Il ritiro è un'occasione per elaborare un'agenda chiara con impegni concreti. Ma c'è anche una necessità di semplificare, snellire accelerare i processi decisionali che riconoscono ad ogni istituzione Ue - Commissione, Consiglio e Parlamento - un ruolo.
I leader europei non sono più disposti a mediare. Il documento sulla competitività concordato con la Germania nel febbraio scorso colpisce la necessità di "freno d'emergenza" con la possibilità di intervenire quando l'attività legislativa preoccupa per gli "oneri amministrativi aggiuntivi per imprese e autorità nazionali".
Per Roma, Berlino c'è un urgente bisogno di discontinuità. Si tratta del ritiro delle numerose iniziative della Commissione bloccate nelle procedure legislative e definite "iniziative 'zombie'", che si traducono nel monitoraggio sistematico degli emendamenti proposti dai co-legislatori (Parlamento e Consiglio) nel processo legislativo, per verificare se le modifiche proposte comportino oneri aggiuntivi e/o violino i principi di sussidiarietà, proporzionalità e attribuzione.
Oltre a questo "freno d'emergenza", ci sono molti temi da affrontare: dalla semplificazione normativa alla diversificazione dei mercati, dall'integrazione dei mercati finanziari all'investimento nell'IA.