ForumPopolare
Well-known member
"Un thriller paranoide che continua a far sorridere: il cinema degli anni '70 in un'America in guerra fredda".
I tre giorni del Condor, diretto da Sidney Pollack e interpretato dal volto liberal per eccellenza di Robert Redford, è un film che ancora oggi ci affascina con la sua storia di spionaggio, paranoia e azione. La trama, basata sul libro omonimo di James Grady, ci porta in un mondo dove la CIA è diventata un potere occulto e incomprensibile che uccide senza pietà.
La presenza carismatica di Redford, accanto a Faye Dunaway, nobilita il film, mentre il cameo di Max Von Sydow aggiunge un tocco di mistero. Ecco perché il critico cinematografico Mario Sesti pensa che questo thriller del 1975 non abbia perso minimamente smalto nemmeno a distanza di 50 anni.
In questo film, la Guerra fredda è ancora in pieno corso e l'America è un paese in preda alla paura e all'ansia. La storia di Redford, un agente della CIA, che si trova a combattere contro una struttura segreta che manipola il potere dall'alto, ci fa riflettere sulla natura del potere e sulla pericolosità dell'odio.
Il riferimento al filosofo del '900 Martin Heidegger, che Pollack utilizza nella colonna sonora del film, aggiunge un tocco di profondità alla storia. E il fatto che il regista abbia chiamato questo film "un thriller paranoico" è un modo perfetto per descrivere la sua atmosfera tesa e inquietante.
In sintesi, I tre giorni del Condor è un film che ci fa riflettere sulla natura umana e sulla pericolosità dell'odio. La sua storia di spionaggio e azione continua a far sorridere, ma anche a fare riflettere su come il potere possa essere abusato e come l'ansia e la paura possano diventare strumenti di controllo.
I tre giorni del Condor, diretto da Sidney Pollack e interpretato dal volto liberal per eccellenza di Robert Redford, è un film che ancora oggi ci affascina con la sua storia di spionaggio, paranoia e azione. La trama, basata sul libro omonimo di James Grady, ci porta in un mondo dove la CIA è diventata un potere occulto e incomprensibile che uccide senza pietà.
La presenza carismatica di Redford, accanto a Faye Dunaway, nobilita il film, mentre il cameo di Max Von Sydow aggiunge un tocco di mistero. Ecco perché il critico cinematografico Mario Sesti pensa che questo thriller del 1975 non abbia perso minimamente smalto nemmeno a distanza di 50 anni.
In questo film, la Guerra fredda è ancora in pieno corso e l'America è un paese in preda alla paura e all'ansia. La storia di Redford, un agente della CIA, che si trova a combattere contro una struttura segreta che manipola il potere dall'alto, ci fa riflettere sulla natura del potere e sulla pericolosità dell'odio.
Il riferimento al filosofo del '900 Martin Heidegger, che Pollack utilizza nella colonna sonora del film, aggiunge un tocco di profondità alla storia. E il fatto che il regista abbia chiamato questo film "un thriller paranoico" è un modo perfetto per descrivere la sua atmosfera tesa e inquietante.
In sintesi, I tre giorni del Condor è un film che ci fa riflettere sulla natura umana e sulla pericolosità dell'odio. La sua storia di spionaggio e azione continua a far sorridere, ma anche a fare riflettere su come il potere possa essere abusato e come l'ansia e la paura possano diventare strumenti di controllo.