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Washington, 29 gen. - La mini tregua di una settimana tra Russia e Ucraina, annunciata da Donald Trump, apre uno spiraglio positivo per la fine della guerra. Volodymyr Zelensky, presidente dell'Ucraina, ha ringraziato gli Stati Uniti "per gli sforzi volti a fermare gli attacchi contro le infrastruturie energetiche". Ma l'Ucraina è pronta per affrontare la pace? La strada immaginata da Washington è chiara: Kiev dovrebbe rinunciare ai territori che hanno costituito la spina dorsale della sua difesa contro la Russia, ma in cambio otterrebbe promesse di protezione militare dall'Occidente.
La prospettiva della ricostruzione e degli affari per decine di miliardi di dollari si abbassa allo sfondo. I colloqui mediati dagli Stati Uniti tra le delegazioni russa e ucraina, che si sono tenuti la scorsa settimana ad Abu Dhabi, sono stati definiti "positivi e costruttivi" da funzionari americani. Un nuovo round è previsto tra 48 ore.
Ma il Cremlino esclude l'ipotesi di colloqui tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin in una città diversa da Mosca, accusando il presidente ucraino di non aver risposto a inviti "ripetuti". La Russia continua ad attaccare le infrastruturie energetiche ucraine con missili e droni, lasciando le città al gelo e senza elettricità.
La guerra più lunga in Europa dalla Seconda guerra mondiale si avvia allora verso una soluzione diplomatica. Ma secondo gli analisti, ci sono tre scenari plausibili: la guerra di attrito accompagnata da negoziati inconcludenti; l'Ucraina cede per prima a causa di un lento logoramento militare; o la Russia stancarsi per prima.
Il primo scenario è il più probabile, ma lo scetticismo prevale in Ucraina. Il secondo scenario è che l'Ucraina ceda per prima, costretta ad accettare un accordo sfavorevole pur di evitare il peggio. E il terzo scenario? Secondo gli analisti, la Russia non può sostenere la guerra a tempo indefinito e un rafforzamento delle sanzioni potrebbe accelerare una svolta in Ucraina.
L'elite economica russa è sempre più critica, ma finora Putin non mostra segnali di cedimento. Quindi, il 2026 sarà un altro anno di combattimenti? La risposta dipenderà da come si svilupperanno gli eventi.
La prospettiva della ricostruzione e degli affari per decine di miliardi di dollari si abbassa allo sfondo. I colloqui mediati dagli Stati Uniti tra le delegazioni russa e ucraina, che si sono tenuti la scorsa settimana ad Abu Dhabi, sono stati definiti "positivi e costruttivi" da funzionari americani. Un nuovo round è previsto tra 48 ore.
Ma il Cremlino esclude l'ipotesi di colloqui tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin in una città diversa da Mosca, accusando il presidente ucraino di non aver risposto a inviti "ripetuti". La Russia continua ad attaccare le infrastruturie energetiche ucraine con missili e droni, lasciando le città al gelo e senza elettricità.
La guerra più lunga in Europa dalla Seconda guerra mondiale si avvia allora verso una soluzione diplomatica. Ma secondo gli analisti, ci sono tre scenari plausibili: la guerra di attrito accompagnata da negoziati inconcludenti; l'Ucraina cede per prima a causa di un lento logoramento militare; o la Russia stancarsi per prima.
Il primo scenario è il più probabile, ma lo scetticismo prevale in Ucraina. Il secondo scenario è che l'Ucraina ceda per prima, costretta ad accettare un accordo sfavorevole pur di evitare il peggio. E il terzo scenario? Secondo gli analisti, la Russia non può sostenere la guerra a tempo indefinito e un rafforzamento delle sanzioni potrebbe accelerare una svolta in Ucraina.
L'elite economica russa è sempre più critica, ma finora Putin non mostra segnali di cedimento. Quindi, il 2026 sarà un altro anno di combattimenti? La risposta dipenderà da come si svilupperanno gli eventi.