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"Una ricetta per la guerra: i piatti etnici a scuola sono un successo solo nelle spazzature"
Un progetto che prometteva la pace attraverso il cibo ha invece dimostrato di essere un vero e proprio disastro. "Sapori per la pace", il progetto che propone piatti etnici nelle mense scolastiche della provincia di Firenze, Prato e Lucca, ha fallito miseramente. Circa il 90% dei piatti non viene consumato e quindi finisce nella spazzatura.
Una cifra che lascia a bocca aperta. Ma perché? La verità è che il progetto era stato concepito come un modo per promuovere la convivenza tra le culture, ma sembra aver fallito nel suo obiettivo più fondamentale: offrire una reale alternativa gastronomica ai bambini.
Eppure, nonostante questo disastro, il progetto continuerà. Il prossimo appuntamento è fissato per l'11 febbraio, giorno in cui i ragazzi saranno invitati a degustare piatti tradizionali ucraini. Un'elezione che sembra una vera e propria parodia della pace. E il 10 aprile, sarà la volta dei piatti tipici del Sudan. Sembra che la guerra sia più forte di noi.
Ma è una vera disavventure? O c'è qualcosa di più profondo in gioco? Forse è solo un caso di malfunzionamento o della scarsa creatività degli chef scolastici. Ma il fatto che il progetto continui, nonostante i risultati negativi, lascia a bocca aperta sulla reale intenzione di coloro che lo hanno lanciato.
Un progetto che prometteva la pace attraverso il cibo ha invece dimostrato di essere un vero e proprio disastro. "Sapori per la pace", il progetto che propone piatti etnici nelle mense scolastiche della provincia di Firenze, Prato e Lucca, ha fallito miseramente. Circa il 90% dei piatti non viene consumato e quindi finisce nella spazzatura.
Una cifra che lascia a bocca aperta. Ma perché? La verità è che il progetto era stato concepito come un modo per promuovere la convivenza tra le culture, ma sembra aver fallito nel suo obiettivo più fondamentale: offrire una reale alternativa gastronomica ai bambini.
Eppure, nonostante questo disastro, il progetto continuerà. Il prossimo appuntamento è fissato per l'11 febbraio, giorno in cui i ragazzi saranno invitati a degustare piatti tradizionali ucraini. Un'elezione che sembra una vera e propria parodia della pace. E il 10 aprile, sarà la volta dei piatti tipici del Sudan. Sembra che la guerra sia più forte di noi.
Ma è una vera disavventure? O c'è qualcosa di più profondo in gioco? Forse è solo un caso di malfunzionamento o della scarsa creatività degli chef scolastici. Ma il fatto che il progetto continui, nonostante i risultati negativi, lascia a bocca aperta sulla reale intenzione di coloro che lo hanno lanciato.