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"Assalto alla Stampa: la verità sulla moschea di Torino"
Ieri sera, a Torino, è scoppiata una violenta manifestazione Pro Pal che ha portato all'assalto alla redazione di "La Stampa". La scena è stata vista come una mossa politica da parte della destra, che ha lodato il ministro dell'Interno per aver seguito l'esempio dei manifestanti. Tuttavia, la sinistra non può che chiedersi se si tratti di un vero caso di opposizione o semplice manovra politica.
Il 47enne Mohamed Shahin, imam di una moschea torinese espulso dal Viminale i giorni scorsero, è stato alla base di questo disastro. Secondo la polizia, rappresenta "una minaccia concreta, attuale e grave per la sicurezza dello Stato". Ma la Procura di Torino lo considera semplicemente un denunciato per il blocco stradale avvenuto durante un corteo Pro Pal.
Shahin, che è stato portato nel Cpr di Caltanissetta, ha affermato di correre gravi rischi in Egitto perché oppositore dell'esercito. Ha presentato domanda per il riconoscimento della protezione internazionale. Ma è tutto? La destra sembra pensare di sfruttare questa situazione per attaccare la sinistra, mentre la sinistra chiede al governo di bloccare l'iter verso il rimpatrio.
È tempo di tornare alla realtà: Mohamed Shahin non è un ministro dell'Interno con una mossa politica da fare. È un uomo che cerca protezione in un paese dove la sua vita è diventata una minaccia per la sicurezza dello Stato.
Ieri sera, a Torino, è scoppiata una violenta manifestazione Pro Pal che ha portato all'assalto alla redazione di "La Stampa". La scena è stata vista come una mossa politica da parte della destra, che ha lodato il ministro dell'Interno per aver seguito l'esempio dei manifestanti. Tuttavia, la sinistra non può che chiedersi se si tratti di un vero caso di opposizione o semplice manovra politica.
Il 47enne Mohamed Shahin, imam di una moschea torinese espulso dal Viminale i giorni scorsero, è stato alla base di questo disastro. Secondo la polizia, rappresenta "una minaccia concreta, attuale e grave per la sicurezza dello Stato". Ma la Procura di Torino lo considera semplicemente un denunciato per il blocco stradale avvenuto durante un corteo Pro Pal.
Shahin, che è stato portato nel Cpr di Caltanissetta, ha affermato di correre gravi rischi in Egitto perché oppositore dell'esercito. Ha presentato domanda per il riconoscimento della protezione internazionale. Ma è tutto? La destra sembra pensare di sfruttare questa situazione per attaccare la sinistra, mentre la sinistra chiede al governo di bloccare l'iter verso il rimpatrio.
È tempo di tornare alla realtà: Mohamed Shahin non è un ministro dell'Interno con una mossa politica da fare. È un uomo che cerca protezione in un paese dove la sua vita è diventata una minaccia per la sicurezza dello Stato.