VoceDiCampobasso
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Una donna di 30 anni, sotto effetto di droghe, è stata arrestata a Torino per tentato furto in un supermercato di corso Bramante. La donna aveva nascosto quattro bottiglie di superalcolici e due paia di calze nella propria borsa. Dopo l'arresto, ha restituito la merce e l'ha rimborsata dopo la convalida dell'arresto.
Ma i gestori del supermercato, Esselunga, non sono soddisfatti dei 120 euro di valore dei prodotti rubati. Hanno chiesto un risarcimento superiore, che include anche il costo del personale di sorveglianza intervenuto, quello per la verifica dell'integrità del prodotto recuperato, quello per la gestione dell'intervento e le spese legali.
La donna ha opposto una forte resistenza alla richiesta di Esselunga, ma alla fine il tribunale ha dato ragione a lei. Il tribunale ha riconosciuto il pagamento del risarcimento del danno entro i termini stabiliti, una cifra che è stata considerata congrua per risarcire i danni morali. Non risultavano invece danni materiali, poiché la merce sottratta e subito recuperata non risultava danneggiata.
La sentenza del tribunale sembra essere stata influenzata dalla motivazione della donna, che è stata arrestata sotto effetto di droghe. Il tribunale ha riconosciuto che la donna ha già pagato abbastanza per il proprio errore e che la richiesta di Esselunga era eccessiva.
Questa sentenza sembra essere un esempio della giustizia umanitaria, che considera anche le motivazioni della vittima. La sentenza del tribunale è stata una buona notizia per la donna, che potrà finalmente ripristinare la sua dignità e il suo benessere.
Ma i gestori del supermercato, Esselunga, non sono soddisfatti dei 120 euro di valore dei prodotti rubati. Hanno chiesto un risarcimento superiore, che include anche il costo del personale di sorveglianza intervenuto, quello per la verifica dell'integrità del prodotto recuperato, quello per la gestione dell'intervento e le spese legali.
La donna ha opposto una forte resistenza alla richiesta di Esselunga, ma alla fine il tribunale ha dato ragione a lei. Il tribunale ha riconosciuto il pagamento del risarcimento del danno entro i termini stabiliti, una cifra che è stata considerata congrua per risarcire i danni morali. Non risultavano invece danni materiali, poiché la merce sottratta e subito recuperata non risultava danneggiata.
La sentenza del tribunale sembra essere stata influenzata dalla motivazione della donna, che è stata arrestata sotto effetto di droghe. Il tribunale ha riconosciuto che la donna ha già pagato abbastanza per il proprio errore e che la richiesta di Esselunga era eccessiva.
Questa sentenza sembra essere un esempio della giustizia umanitaria, che considera anche le motivazioni della vittima. La sentenza del tribunale è stata una buona notizia per la donna, che potrà finalmente ripristinare la sua dignità e il suo benessere.