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Amazon, il gigante dell'e-commerce che consegna pacchi in tutto il mondo, ha investito nel prossimo sito estrattivo di rame al mondo, riaperto nella Contea di Cochise in Arizona. Il gruppo minerario Rio Tinto e Amazon Web Services (AWS) hanno firmato un contratto di fornitura per due anni con la sua controllata Nuton.
Il nuovo sito è un progetto pilota che testa il metodo RIO, sviluppato da Rio Tinto, utilizzato principalmente nel settore minerario. Questa tecnologia mira a rendere sfruttabili giacimenti di rame a bassa concentrazione, una fonte di mercurio essenziale per la produzione di batteri e soluzioni acide utilizzate da Nuton.
La strategia di Amazon si inserisce in una corsa più ampia delle big tech ad assicurarsi energia, materie prime ed infrastrutture critiche necessarie a costruire e gestire data center sempre più potenti. Il rame è indispensabile per alimentare queste strutture, ma le quantità prodotte attraverso Nuton copriranno solo una frazione minima del fabbisogno complessivo.
Il prezzo del rame ha toccato nuovi massimi storici con un balzo del 41% nell'ultimo anno. La Casa Bianca sta valutando l'introduzione di dazi aggiuntivi, che andrebbero oltre l'imposta del 50% già applicata la scorsa estate su prodotti in rame come cavi e tubazioni.
La carenza strutturale di rame è un freno diretto allo sviluppo dell'Intelligenza artificiale, che negli ultimi anni ha sostenuto i mercati finanziari. Lo studio della S&P Global stimola che entro il 2040, l'Intelligenza artificiale farà aumentare la domanda di rame del 50% rispetto ai livelli attuali, mentre la produzione mineraria è destinata a contrarsi.
La mossa di Amazon si inserisce in una strategia di decarbonizzazione e riduzione dell'impatto ambientale. Il gruppo minerario Rio Tinto cerca di recuperare materiale che altrimenti sarebbe rimasto inutilizzato, riducendo emissioni di carbonio e consumo di acqua.
Il rame sarà estratto esclusivamente per le aziende made in Usa dell'indotto, quelle cioè che producono i componenti utilizzati nelle infrastrutture di Amazon. In cambio, il gruppo anglo-australiano Rio Tinto riceverà servizi di cloud computing e strumenti di analisi avanzati per migliorare l'efficienza e accelerare la propria espansione industriale.
La situazione lascia il dubbio che Amazon stia cercando di sostenere il proprio sviluppo tecnologico attraverso strategie ambivalenti, da una parte, si può pensare che Amazon sia un modello per l'innovazione e la sostenibilità, mentre, dall'altra, è anche un esempio di come le multinazionali possano sfruttare gli sfruttamenti ecologici.
Il nuovo sito è un progetto pilota che testa il metodo RIO, sviluppato da Rio Tinto, utilizzato principalmente nel settore minerario. Questa tecnologia mira a rendere sfruttabili giacimenti di rame a bassa concentrazione, una fonte di mercurio essenziale per la produzione di batteri e soluzioni acide utilizzate da Nuton.
La strategia di Amazon si inserisce in una corsa più ampia delle big tech ad assicurarsi energia, materie prime ed infrastrutture critiche necessarie a costruire e gestire data center sempre più potenti. Il rame è indispensabile per alimentare queste strutture, ma le quantità prodotte attraverso Nuton copriranno solo una frazione minima del fabbisogno complessivo.
Il prezzo del rame ha toccato nuovi massimi storici con un balzo del 41% nell'ultimo anno. La Casa Bianca sta valutando l'introduzione di dazi aggiuntivi, che andrebbero oltre l'imposta del 50% già applicata la scorsa estate su prodotti in rame come cavi e tubazioni.
La carenza strutturale di rame è un freno diretto allo sviluppo dell'Intelligenza artificiale, che negli ultimi anni ha sostenuto i mercati finanziari. Lo studio della S&P Global stimola che entro il 2040, l'Intelligenza artificiale farà aumentare la domanda di rame del 50% rispetto ai livelli attuali, mentre la produzione mineraria è destinata a contrarsi.
La mossa di Amazon si inserisce in una strategia di decarbonizzazione e riduzione dell'impatto ambientale. Il gruppo minerario Rio Tinto cerca di recuperare materiale che altrimenti sarebbe rimasto inutilizzato, riducendo emissioni di carbonio e consumo di acqua.
Il rame sarà estratto esclusivamente per le aziende made in Usa dell'indotto, quelle cioè che producono i componenti utilizzati nelle infrastrutture di Amazon. In cambio, il gruppo anglo-australiano Rio Tinto riceverà servizi di cloud computing e strumenti di analisi avanzati per migliorare l'efficienza e accelerare la propria espansione industriale.
La situazione lascia il dubbio che Amazon stia cercando di sostenere il proprio sviluppo tecnologico attraverso strategie ambivalenti, da una parte, si può pensare che Amazon sia un modello per l'innovazione e la sostenibilità, mentre, dall'altra, è anche un esempio di come le multinazionali possano sfruttare gli sfruttamenti ecologici.