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Un'atmosfera di tensione e fumogeni si è creata davanti all'Istituto professionale Chiodo di La Spezia, dopo la morte del diciannovenne Abanoud Youssef, ucciso a morte dal diciassettenne Zouhair Atif. I ragazzi, provenienti da diverse scuole della zona, si sono radunati davanti all'edificio per ricordare il ragazzo ucciso e chiedere giustizia.
La manifestazione è iniziata poco dopo le 7.00 e si è subito trasformata in un'assembramento di centinaia di ragazzi, che hanno depositato fiori, luci e cartelli con messaggi di accusa contro gli insegnanti della scuola. Uno degli studenti ha addirittura salito sulle spalle di un compagno e ha attaccato un foglio con la scritta "Vogliamo giustizia".
La situazione si è fatta sempre più incandescente, tanto che le forze dell'ordine sono state costrette a intervenire per calmare i ragazzi. I ragazzi hanno poi formato un corteo per proseguire altrove la manifestazione, lanciando fumogeni nel frattempo.
I giovani hanno raggiunto piazzale Europa, dove si trova il Palazzo comunale, e lì hanno continuato la protesta in sit-in, con striscioni come "Giustizia per Aba - Vive con noi". La scuola è stata costretta a riaprire solo dopo che un collaboratore scolastico ha subito riaperto le porte, affermando che l'ingresso della scuola deve restare aperto in quanto luogo pubblico.
La tensione e il nervosismo tra i ragazzi sono stati evidenti, tanto che gli psicologi erano stati chiamati per parlare con gli studenti e cercare di aiutarli a elaborare il trauma. Tuttavia, la manifestazione ha subito una forte escalation, con l'intervento delle forze dell'ordine per mantenere l'ordine.
La morte di Abanoud Youssef è stata definita come un "atto di violenza" e i ragazzi hanno chiesto giustizia non solo per il ragazzo ucciso, ma anche per tutti quelli che soffrono di violenze e discriminazioni. La situazione rimane ancora incerta, con la manifestazione in corso e la scuola ancora chiuse.
La manifestazione è iniziata poco dopo le 7.00 e si è subito trasformata in un'assembramento di centinaia di ragazzi, che hanno depositato fiori, luci e cartelli con messaggi di accusa contro gli insegnanti della scuola. Uno degli studenti ha addirittura salito sulle spalle di un compagno e ha attaccato un foglio con la scritta "Vogliamo giustizia".
La situazione si è fatta sempre più incandescente, tanto che le forze dell'ordine sono state costrette a intervenire per calmare i ragazzi. I ragazzi hanno poi formato un corteo per proseguire altrove la manifestazione, lanciando fumogeni nel frattempo.
I giovani hanno raggiunto piazzale Europa, dove si trova il Palazzo comunale, e lì hanno continuato la protesta in sit-in, con striscioni come "Giustizia per Aba - Vive con noi". La scuola è stata costretta a riaprire solo dopo che un collaboratore scolastico ha subito riaperto le porte, affermando che l'ingresso della scuola deve restare aperto in quanto luogo pubblico.
La tensione e il nervosismo tra i ragazzi sono stati evidenti, tanto che gli psicologi erano stati chiamati per parlare con gli studenti e cercare di aiutarli a elaborare il trauma. Tuttavia, la manifestazione ha subito una forte escalation, con l'intervento delle forze dell'ordine per mantenere l'ordine.
La morte di Abanoud Youssef è stata definita come un "atto di violenza" e i ragazzi hanno chiesto giustizia non solo per il ragazzo ucciso, ma anche per tutti quelli che soffrono di violenze e discriminazioni. La situazione rimane ancora incerta, con la manifestazione in corso e la scuola ancora chiuse.