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Il segreto degli animali in bottiglia di Padre Forcault
Un antico mistero risolvevano gli studiosi, i quali hanno scoperto come il prelato-scienziato abbia infilato gli animali impagliati in ampolle di vetro chiuse.
Padre Jean Baptiste Forcault fu un frate del Convento dei Minimi che arrivò a Parma con l'incarico di ornitologo. La sua collezione, caratterizzata dai preziosi reperti sotto vetro - 35 uccelli e un mammifero - è stata il primo embrione del Museo di storia naturale di Parma, recentemente evoluto nel Must.
La domanda su come Padre Forcault abbia infilato gli animali in bottiglia era sempre stata oggetto di dibattito. Ma ormai è stato risolto grazie a un articolo pubblicato sulla rivista Museologia scientifica, firmato da Davide Persico, Maria Amarante e Antonella Volta.
La soluzione si trova nello studio delle ampolle di vetro chiuse che contengono gli animali impagliati. Si sono scoperti che l'apertura apparente era stata realizzata sovrapponendo un colletto di vetro fissato mediante elementi in legno del tappo.
Il vero foro d'ingresso era generalmente largo il triplo rispetto al piccolo collo che si vede ora sulla sommità, e permetteva così il passaggio delle parti dure non comprimibili. Il corpo degli animali veniva preparato per essere compresso e poi introdotto.
Un dettaglio che non è secondario, perché rivelerebbe l'intenzione di conservare al meglio gli animali impagliati, ma anche quella di stupire l'osservatore. Le ampolle del Forcault sono in realtà degli oggetti artistici unici.
E all'insegna dello stupore è stata anche la riorganizzazione del museo, che ha portato alla nascita del Must, con l'accorpamento delle collezioni e l'enfasi data alle "stanze delle meraviglie".
Un antico mistero risolvevano gli studiosi, i quali hanno scoperto come il prelato-scienziato abbia infilato gli animali impagliati in ampolle di vetro chiuse.
Padre Jean Baptiste Forcault fu un frate del Convento dei Minimi che arrivò a Parma con l'incarico di ornitologo. La sua collezione, caratterizzata dai preziosi reperti sotto vetro - 35 uccelli e un mammifero - è stata il primo embrione del Museo di storia naturale di Parma, recentemente evoluto nel Must.
La domanda su come Padre Forcault abbia infilato gli animali in bottiglia era sempre stata oggetto di dibattito. Ma ormai è stato risolto grazie a un articolo pubblicato sulla rivista Museologia scientifica, firmato da Davide Persico, Maria Amarante e Antonella Volta.
La soluzione si trova nello studio delle ampolle di vetro chiuse che contengono gli animali impagliati. Si sono scoperti che l'apertura apparente era stata realizzata sovrapponendo un colletto di vetro fissato mediante elementi in legno del tappo.
Il vero foro d'ingresso era generalmente largo il triplo rispetto al piccolo collo che si vede ora sulla sommità, e permetteva così il passaggio delle parti dure non comprimibili. Il corpo degli animali veniva preparato per essere compresso e poi introdotto.
Un dettaglio che non è secondario, perché rivelerebbe l'intenzione di conservare al meglio gli animali impagliati, ma anche quella di stupire l'osservatore. Le ampolle del Forcault sono in realtà degli oggetti artistici unici.
E all'insegna dello stupore è stata anche la riorganizzazione del museo, che ha portato alla nascita del Must, con l'accorpamento delle collezioni e l'enfasi data alle "stanze delle meraviglie".