VoceDiTrapani
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A Torino, il Giorno della Memoria è stato segnato da una nuova ondata di violenza e fascismo. I manifesti dedicati alla ricorrenza, affissi in via Cigna e corso Vigevano, sono stati oggetto di attacchi vandalici con spraye rosse che portano l'immagine del simbolo svastiche. L'autore, che è rimasto sconosciuto, ha lasciato un segno di odio contro le vittime della dittatura fascista.
Il movimento Avs - Sinistra Ecologista, che ha organizzato il manifesta nella via Cigna, si è scagionato dalle responsabilità degli attacchi. "Ieri c'era una polemica sulla criminalizzazione dell'antifascismo e su chi stia scrivendo la storia", ha detto Alice Ravinale, capogruppo Avs in Regione Piemonte, all'esclusiva di Il Giornale. "Ecco che oggi il movimento rossoverde si trova al centro dell'attenzione. Siamo accusati di aver attirato la spettacolare attenzione dei fascisti, ma non è così". Ravinale ha sottolineato che l'attacco ai manifesti era "un prodotto diretto del contesto politico avvelenato" e che il movimento si oppone alla "criminalizzazione dell'antifascismo".
Il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, segretario cittadino di Torino, hanno invece accusato i Pro Pal di aver creato le condizioni per far esplodere l'odio contro la memoria. Secondo loro, il movimento pro-Pal con il suo modo violento di porre la questione di Gaza ha creato il terreno per far esplodere questo risentimento. "Non ci stancheremo mai di dire che i Pro Pal non sono solo gli ambasciatori più peggiori delle ragioni della Palestina, ma anche il filo conduttore di un rinato antisemitismo", ha detto Fontana.
La questione dell'antisemitismo è stata messa in discussione dopo l'assunzione del simbolo svastica con spray rosso. L'autore rimane sconosciuto, ma si tratta di una vicenda che richiama la memoria degli orrori del regime fascista.
Il Giornale ha provato a contattare il gruppo Avs-Sinistra Ecologista e i Pro Pal per sapere di più sulla vicenda, ma non è stato possibile.
Il movimento Avs - Sinistra Ecologista, che ha organizzato il manifesta nella via Cigna, si è scagionato dalle responsabilità degli attacchi. "Ieri c'era una polemica sulla criminalizzazione dell'antifascismo e su chi stia scrivendo la storia", ha detto Alice Ravinale, capogruppo Avs in Regione Piemonte, all'esclusiva di Il Giornale. "Ecco che oggi il movimento rossoverde si trova al centro dell'attenzione. Siamo accusati di aver attirato la spettacolare attenzione dei fascisti, ma non è così". Ravinale ha sottolineato che l'attacco ai manifesti era "un prodotto diretto del contesto politico avvelenato" e che il movimento si oppone alla "criminalizzazione dell'antifascismo".
Il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, segretario cittadino di Torino, hanno invece accusato i Pro Pal di aver creato le condizioni per far esplodere l'odio contro la memoria. Secondo loro, il movimento pro-Pal con il suo modo violento di porre la questione di Gaza ha creato il terreno per far esplodere questo risentimento. "Non ci stancheremo mai di dire che i Pro Pal non sono solo gli ambasciatori più peggiori delle ragioni della Palestina, ma anche il filo conduttore di un rinato antisemitismo", ha detto Fontana.
La questione dell'antisemitismo è stata messa in discussione dopo l'assunzione del simbolo svastica con spray rosso. L'autore rimane sconosciuto, ma si tratta di una vicenda che richiama la memoria degli orrori del regime fascista.
Il Giornale ha provato a contattare il gruppo Avs-Sinistra Ecologista e i Pro Pal per sapere di più sulla vicenda, ma non è stato possibile.