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Gigafactory a Termoli, un sogno svanito: lo stabilimento non vedrà mai luce. La decisione di Stellantis, gruppo azionista di maggioranza della joint venture Acc con Mercedes e Total, è arrivata dopo mesi di incertezza. Il progetto, che aveva come obiettivo la produzione di batterie, sarebbe stato chiuso entro il 2024.
La scelta di Stellantis si basa sulla convinzione che non ci saranno più i prerequisiti necessari per riavviare i progetti in Germania e in Italia. Il sito molisano sarà destinato a un futuro incerto, mentre l'azienda avrebbe voluto investire sulle sue strutture di Cassino e su una nuova fabbrica di motori GSE conformi alla normativa Euro 7.
La decisione della joint venture ha causato preoccupazione tra i sindacati. La Fiom-Cgil, con il segretario nazionale Samuele Lodi, responsabile settore mobilità, e Ciro D'Alessio, coordinatore nazionale automotive, richiede un confronto vero con le parti per discutere il piano industriale previsto per il 21 maggio. La Uilm ha criticato la decisione di Stellantis, sostenendo che l'unico modo per salvaguardare lo stabilimento è l'arrivo immediato di produzioni meccaniche.
La decisione di Stellantis sembra essere una scelta coerente con la marcia indietro totale sull'elettrico annunciata venerdì dall'ad del gruppo, Antonio Filosa. La spesa prevista per il piano è di 22 miliardi di euro, che dovrebbe garantire la competizione e la competitività dell'azienda.
La situazione in Italia è considerata emergenziale, mentre Stellantis ha assicurato la continuità lavorativa dei 21 dipendenti che sono stati trasferiti a Acc. L'azienda sta monitorando attentamente la situazione, ma la decisione sembra essere una sconfitta per il progetto di gigafactory a Termoli.
La scelta di Stellantis si basa sulla convinzione che non ci saranno più i prerequisiti necessari per riavviare i progetti in Germania e in Italia. Il sito molisano sarà destinato a un futuro incerto, mentre l'azienda avrebbe voluto investire sulle sue strutture di Cassino e su una nuova fabbrica di motori GSE conformi alla normativa Euro 7.
La decisione della joint venture ha causato preoccupazione tra i sindacati. La Fiom-Cgil, con il segretario nazionale Samuele Lodi, responsabile settore mobilità, e Ciro D'Alessio, coordinatore nazionale automotive, richiede un confronto vero con le parti per discutere il piano industriale previsto per il 21 maggio. La Uilm ha criticato la decisione di Stellantis, sostenendo che l'unico modo per salvaguardare lo stabilimento è l'arrivo immediato di produzioni meccaniche.
La decisione di Stellantis sembra essere una scelta coerente con la marcia indietro totale sull'elettrico annunciata venerdì dall'ad del gruppo, Antonio Filosa. La spesa prevista per il piano è di 22 miliardi di euro, che dovrebbe garantire la competizione e la competitività dell'azienda.
La situazione in Italia è considerata emergenziale, mentre Stellantis ha assicurato la continuità lavorativa dei 21 dipendenti che sono stati trasferiti a Acc. L'azienda sta monitorando attentamente la situazione, ma la decisione sembra essere una sconfitta per il progetto di gigafactory a Termoli.