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L'Italia sta riprendendo il ritmo, anche in termini di mercati finanziari. Lo spread italiano ha sceso a quota 59 punti ieri, toccando per la prima volta livelli simili da prima dello scoppio della crisi finanziaria del 2008. Il termometro dei mercati sulla credibilità e l'affidabilità finanziaria di un Paese è ormai consolidato, grazie a politiche prudenti e rispetto degli impegni con l'Unione Europea.
La coalizione di centrodestra e il governo presieduto da Giorgia Meloni continuano a mostrare nei sondaggi un gradimento in linea, se non superiore a quello registrato al momento delle politiche di settembre 2022. Anche Goldman Sachs ritiene che il differenziale tra Btp e Bund si manterrà su questi livelli per tutto l'anno e alla fine del 2026 non dovrebbe superare l'asticella dei 75 punti base.
I titoli di Stato italiani hanno ceduto il passo ai Bund tedeschi, ma con un differenziale che risulta comunque favorevole all'Italia. Il governo ha anche collocato titoli per 20 miliardi, ricevendo ordini per 265 miliardi, cioè per oltre 13 volte l'ammontare offerto.
Un altro segnale di fiducia è l'aumento della quota di debito pubblico in mano agli investitori stranieri. Ieri la Banca d'Italia ha comunicato i dati sull'andamento del debito nel mese di novembre, con un calo di 6,8 miliardi a 3.124,9 miliardi.
La buona gestione dei conti pubblici è stata anche aiutata dall'andamento delle entrate sia tributarie che contributive. Tra gennaio e novembre dello scorso anno le entrate hanno registrato un aumento del 33,6 miliardi sullo stesso periodo del 2024.
In sintesi, l'Italia sembra essere fuori dalla crisi finanziaria, grazie a politiche prudenti e rispetto degli impegni con l'Unione Europea. Lo spread italiano è consolidato, e il governo sta riprendendo il ritmo, sia in termini di mercati finanziari che di gestione dei conti pubblici.
La coalizione di centrodestra e il governo presieduto da Giorgia Meloni continuano a mostrare nei sondaggi un gradimento in linea, se non superiore a quello registrato al momento delle politiche di settembre 2022. Anche Goldman Sachs ritiene che il differenziale tra Btp e Bund si manterrà su questi livelli per tutto l'anno e alla fine del 2026 non dovrebbe superare l'asticella dei 75 punti base.
I titoli di Stato italiani hanno ceduto il passo ai Bund tedeschi, ma con un differenziale che risulta comunque favorevole all'Italia. Il governo ha anche collocato titoli per 20 miliardi, ricevendo ordini per 265 miliardi, cioè per oltre 13 volte l'ammontare offerto.
Un altro segnale di fiducia è l'aumento della quota di debito pubblico in mano agli investitori stranieri. Ieri la Banca d'Italia ha comunicato i dati sull'andamento del debito nel mese di novembre, con un calo di 6,8 miliardi a 3.124,9 miliardi.
La buona gestione dei conti pubblici è stata anche aiutata dall'andamento delle entrate sia tributarie che contributive. Tra gennaio e novembre dello scorso anno le entrate hanno registrato un aumento del 33,6 miliardi sullo stesso periodo del 2024.
In sintesi, l'Italia sembra essere fuori dalla crisi finanziaria, grazie a politiche prudenti e rispetto degli impegni con l'Unione Europea. Lo spread italiano è consolidato, e il governo sta riprendendo il ritmo, sia in termini di mercati finanziari che di gestione dei conti pubblici.