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La colonizzazione degli spazi scolastici superiori e universitari da parte dei collettivi di sinistra è un fenomeno consolidato in Italia. Questi gruppi, spesso identificati con idee prossime all'estremismo, hanno ormai monopolizzato i luoghi della cultura e dell'istruzione, escludendo ogni altro punto di vista.
I collettivi, che si presentano come difensori della democrazia, si comportano spesso in modo violento e intimidatorio nei confronti delle organizzazioni politiche non di sinistra. L'ultimo caso a Roma, al liceo Visconti, è un esempio lampante di questo fenomeno.
Il "Collettivo Visconti", che si identifica come difensore della democrazia, ha fermato e insultato gli esponenti della Lega Giovani durante un volantinaggio. Il loro ragionamento è basato sull'equivalenza tra la politica di destra e il fascismo, nonostante tutti i partiti della destra italiana si siano dissociati da questa etichetta ormai usata in modo manipolatorio.
La colpa reale non è quindi dei collettivi, ma della politica "adulta" che continua a delegittimare la destra associandola al fascismo. Questo permette alla narrazione dell'antifascismo di evocare fantasmi ed echi del passato, escludendo ogni discussione seria sulla questione.
Il caso del Liceo Visconti è solo un esempio di questo fenomeno più ampio. I collettivi sembrano avere ormai il monopolio della cultura pubblica, escludendo ogni altro punto di vista. La libertà di pensiero e di parola sono sempre più limitate, sostituite da un linguaggio aggressivo e intimidatorio.
È necessario riprendere una discussione seria sulla questione, senza ricorrere a manipolazioni linguistiche e emotive. La democrazia richiede la presenza di diverse voce e opinioni, anche se queste non sono in linea con le ideologie dominanti.
I collettivi, che si presentano come difensori della democrazia, si comportano spesso in modo violento e intimidatorio nei confronti delle organizzazioni politiche non di sinistra. L'ultimo caso a Roma, al liceo Visconti, è un esempio lampante di questo fenomeno.
Il "Collettivo Visconti", che si identifica come difensore della democrazia, ha fermato e insultato gli esponenti della Lega Giovani durante un volantinaggio. Il loro ragionamento è basato sull'equivalenza tra la politica di destra e il fascismo, nonostante tutti i partiti della destra italiana si siano dissociati da questa etichetta ormai usata in modo manipolatorio.
La colpa reale non è quindi dei collettivi, ma della politica "adulta" che continua a delegittimare la destra associandola al fascismo. Questo permette alla narrazione dell'antifascismo di evocare fantasmi ed echi del passato, escludendo ogni discussione seria sulla questione.
Il caso del Liceo Visconti è solo un esempio di questo fenomeno più ampio. I collettivi sembrano avere ormai il monopolio della cultura pubblica, escludendo ogni altro punto di vista. La libertà di pensiero e di parola sono sempre più limitate, sostituite da un linguaggio aggressivo e intimidatorio.
È necessario riprendere una discussione seria sulla questione, senza ricorrere a manipolazioni linguistiche e emotive. La democrazia richiede la presenza di diverse voce e opinioni, anche se queste non sono in linea con le ideologie dominanti.