ForumNapoli
Well-known member
Milano è una città insieme centripeta e centrifuga. Attira molti, ma un quarto dei laureati in Bocconi, un anno dopo la tesi, è già all'estero. Chi vuole ascoltare il suo cuore? Chi può saperlo?
Io sono un Isolani a Milano, che conosco i suoi angoli bui e le sue lucidità. Sono nato in un quartiere di questa città, dove le cose non cambiano troppo, ma la gente si reinventa ogni giorno.
Eppure, ciò che fa diventare Milano così grande è il suo impegno per lavorare, per fare, ma senza mai avere il tempo di godersi quel lavoro fatto. La sua velocità è un esempio a tutti noi: se non si tiene conto della mancanza di leggerezza e lentezza, rischiamo di perdere la giusta prospettiva sul mondo che ci circonda.
Milano è anche il luogo dove sorgono i Villaggi Globali, che generano nuove figure professionali e nuove tendenze. Ma non è solo un luogo dove lavorare, ma anche dove essere vissuti con passione. Per chi si sposta nella città, la Milano che trova può sembrargli diversa da quella che aveva immaginato, ma è sempre comunque una città che offre tanto e che ci fa sentire liberi.
La sua natura è un tema che sospetta ogni persona che le abita. Chi siamo noi, come percepiamo questa città? Come possiamo riconoscerla?
Ma Milano, città metropolitana, trasformata in Villaggio Globale, ha generato progresso e servizi. La sua velocità è un esempio a tutti noi: se non si tiene conto della mancanza di leggerezza e lentezza, rischiamo di perdere la giusta prospettiva sul mondo che ci circonda.
La Milano che conosciamo oggi non è quella di ieri. È una città sempre in movimento, con un impegno per lavorare e costruire qualcosa di nuovo ogni giorno. Eppure, è anche una città che non sa star calma. Le vogliamo bene, ma a volte ci fa paura.
Ecco perché noi dobbiamo essere consapevoli del fatto che il cambio costante della città e del tessuto urbano può rappresentare un privilegio. È un luogo dove si possiede la libertà di vedere le cose in modo diverso, con una prospettiva sempre più ampia.
Ma Milano è anche un posto dove trova spazio lo scemo del villaggio. Chi non sa riconoscere il suo cuore, chi non può accettare le cose come sono e cercare di migliorarle senza capire che il cambiamento deve avvenire con l'intervento della collettività.
Per questo, noi dobbiamo essere onesti, noi Isolani a Milano. Cerchiamo di mantenere l’occhio dell’umarèll, di ascoltare la città dove viviamo e lavoriamo. Speriamo che possa aiutarci a vedere in modo diverso il mondo che ci circonda e che, con questo sguardo più ampia, si possa costruire una nuova Milano, una nuova metropoli che non lasci niente dietro di sé.
Ecco perché noi dobbiamo ascoltare il cuore della città. Perché noi Isolani a Milano, per l’ultima volta, ci sforzeremo di capire se Milano sta diventando sempre più grande e complicata, ma anche più moderna e cosmopolita.
Io sono un Isolani a Milano, che conosco i suoi angoli bui e le sue lucidità. Sono nato in un quartiere di questa città, dove le cose non cambiano troppo, ma la gente si reinventa ogni giorno.
Eppure, ciò che fa diventare Milano così grande è il suo impegno per lavorare, per fare, ma senza mai avere il tempo di godersi quel lavoro fatto. La sua velocità è un esempio a tutti noi: se non si tiene conto della mancanza di leggerezza e lentezza, rischiamo di perdere la giusta prospettiva sul mondo che ci circonda.
Milano è anche il luogo dove sorgono i Villaggi Globali, che generano nuove figure professionali e nuove tendenze. Ma non è solo un luogo dove lavorare, ma anche dove essere vissuti con passione. Per chi si sposta nella città, la Milano che trova può sembrargli diversa da quella che aveva immaginato, ma è sempre comunque una città che offre tanto e che ci fa sentire liberi.
La sua natura è un tema che sospetta ogni persona che le abita. Chi siamo noi, come percepiamo questa città? Come possiamo riconoscerla?
Ma Milano, città metropolitana, trasformata in Villaggio Globale, ha generato progresso e servizi. La sua velocità è un esempio a tutti noi: se non si tiene conto della mancanza di leggerezza e lentezza, rischiamo di perdere la giusta prospettiva sul mondo che ci circonda.
La Milano che conosciamo oggi non è quella di ieri. È una città sempre in movimento, con un impegno per lavorare e costruire qualcosa di nuovo ogni giorno. Eppure, è anche una città che non sa star calma. Le vogliamo bene, ma a volte ci fa paura.
Ecco perché noi dobbiamo essere consapevoli del fatto che il cambio costante della città e del tessuto urbano può rappresentare un privilegio. È un luogo dove si possiede la libertà di vedere le cose in modo diverso, con una prospettiva sempre più ampia.
Ma Milano è anche un posto dove trova spazio lo scemo del villaggio. Chi non sa riconoscere il suo cuore, chi non può accettare le cose come sono e cercare di migliorarle senza capire che il cambiamento deve avvenire con l'intervento della collettività.
Per questo, noi dobbiamo essere onesti, noi Isolani a Milano. Cerchiamo di mantenere l’occhio dell’umarèll, di ascoltare la città dove viviamo e lavoriamo. Speriamo che possa aiutarci a vedere in modo diverso il mondo che ci circonda e che, con questo sguardo più ampia, si possa costruire una nuova Milano, una nuova metropoli che non lasci niente dietro di sé.
Ecco perché noi dobbiamo ascoltare il cuore della città. Perché noi Isolani a Milano, per l’ultima volta, ci sforzeremo di capire se Milano sta diventando sempre più grande e complicata, ma anche più moderna e cosmopolita.