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"Cosa c’è di più umiliante della paura di non essere accettati nella propria pelle? Una donna, inespressione, ha subito un'umiliazione disumana nel negozio di una catena di abbigliamento. La storia è semplice, ma il tono della commessa, un vero e proprio attacco alla sua dignità, no.
La donna, che aveva chiesto informazioni sul cappotto desiderato, ha ricevuto la risposta: "Se ha la taglia 48, se le piace mangiare, non è colpa nostra". La scusa, un vero e proprio esempio di body shaming. Il problema è che la commessa, senza neanche sapere i contatti della donna, ha scelto di attaccarla sul suo aspetto fisico.
"Tacere davanti a questo tipo di risposta significa essere complici di questa maleducazione dilagante", dice la cliente. "E il mio non è coraggio ma dolore e lacrime. Sono stata vittima di body shaming". La sua reazione, capita, ma anche giustificata. Il negozio deve pagare le sue scuse, ma soprattutto deve cambiare il suo comportamento.
La direzione del negozio ha chiesto scuse e offerto un risarcimento per i danni morali subiti. Una decisione giusta, ma soprattutto una richiesta di azione. I negozia di abbigliamento devono essere più attenti alle loro commesse, perché il cliente non è solo una cifra su una carta, è una persona con un diritto di essere trattata con rispetto.
La storia dell'universalità, ma anche della maleducazione che ci circonda. La cosa importante è che si stia facendo attenzione a queste cose e si lavori per creare un ambiente più gentile e rispettoso."
La donna, che aveva chiesto informazioni sul cappotto desiderato, ha ricevuto la risposta: "Se ha la taglia 48, se le piace mangiare, non è colpa nostra". La scusa, un vero e proprio esempio di body shaming. Il problema è che la commessa, senza neanche sapere i contatti della donna, ha scelto di attaccarla sul suo aspetto fisico.
"Tacere davanti a questo tipo di risposta significa essere complici di questa maleducazione dilagante", dice la cliente. "E il mio non è coraggio ma dolore e lacrime. Sono stata vittima di body shaming". La sua reazione, capita, ma anche giustificata. Il negozio deve pagare le sue scuse, ma soprattutto deve cambiare il suo comportamento.
La direzione del negozio ha chiesto scuse e offerto un risarcimento per i danni morali subiti. Una decisione giusta, ma soprattutto una richiesta di azione. I negozia di abbigliamento devono essere più attenti alle loro commesse, perché il cliente non è solo una cifra su una carta, è una persona con un diritto di essere trattata con rispetto.
La storia dell'universalità, ma anche della maleducazione che ci circonda. La cosa importante è che si stia facendo attenzione a queste cose e si lavori per creare un ambiente più gentile e rispettoso."