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Scuole d'élite a Torino, è crisi: "Solo per ricchi? No, ecco chi resiste". Bonus da 1.500 euro e chiusure storiche: cosa sta succedendo.
In Piemonte, tra il 2018 e il 2025, sono sparite 48 istituzioni scolastiche paritarie, quasi tutte materne per mancanza di bambini. Secondo i dati dell'Ufficio scolastico regionale, gli iscritti alle 651 paritarie di ogni ordine e grado sono 49.211 in totale, a fronte degli attuali 485.830 alunni delle scuole statali.
Tra le istituzioni chiuse c'è proprio il Faà di Bruno di via Le Chiuse, nel quartiere San Donato, che ha annunciato alle famiglie la chiusura delle medie con l'ultima classe terza che sta finendo il suo ciclo. La scuola è stata chiusa anche per la mancanza di studenti.
Ma ci sono istituti che resistono e si adattano ai tempi. Come ad esempio il Valsalice, un liceo paritario cattolico che conta 674 alunni in 29 classi nei tre indirizzi di classico, scientifico e scienze applicate.
"Abbiamo avuto una riduzione come quella avvenuta nelle scuole statali, ora ci siamo stabilizzati nei numeri e nella fama", sostiene fratel Alfredo Centra, direttore del Collegio gestito in via San Francesco da Paola dai Fratelli delle scuole cristiane. "Tra la denatalità e le difficoltà economiche, i tempi sono duri: la nostra utenza è molto articolata, c'è chi fa sacrifici pur di mandare i figli qui. Il nostro futuro è legato alla speranza di continuare ad essere apprezzati."
Altri istituti che resistono sono il San Giuseppe e l'Istituto Sociale, che assomiglia sempre più a un campus americano. "Abbiamo rinnovato la didattica, adottando da quest’anno le aule tematiche per tutte le materie nei tre licei", spiega Padre Angelo Schettini, ex allievo e direttore del Sociale.
Il governo ha concesso un bonus per le famiglie fino a 1.500 euro (in caso di Isee inferiore ai 30 mila euro) e la conferma dell’esenzione dall’Imu. Ma gli istituti devono cercare di essere il più inclusivi possibile, anche grazie alle borse di studio della Fondazione Gallesio.
"Abbiamo risposta alla domanda di come far vivere i bambini che non hanno le condizioni per pagare le rette", spiega Padre Angelo Schettini. "Non possiamo essere solo per ricchi".
In ogni caso, gli istituti devono adattarsi ai tempi e cercare di trovare nuove soluzioni per garantire l'istruzione ai bambini della città.
In Piemonte, tra il 2018 e il 2025, sono sparite 48 istituzioni scolastiche paritarie, quasi tutte materne per mancanza di bambini. Secondo i dati dell'Ufficio scolastico regionale, gli iscritti alle 651 paritarie di ogni ordine e grado sono 49.211 in totale, a fronte degli attuali 485.830 alunni delle scuole statali.
Tra le istituzioni chiuse c'è proprio il Faà di Bruno di via Le Chiuse, nel quartiere San Donato, che ha annunciato alle famiglie la chiusura delle medie con l'ultima classe terza che sta finendo il suo ciclo. La scuola è stata chiusa anche per la mancanza di studenti.
Ma ci sono istituti che resistono e si adattano ai tempi. Come ad esempio il Valsalice, un liceo paritario cattolico che conta 674 alunni in 29 classi nei tre indirizzi di classico, scientifico e scienze applicate.
"Abbiamo avuto una riduzione come quella avvenuta nelle scuole statali, ora ci siamo stabilizzati nei numeri e nella fama", sostiene fratel Alfredo Centra, direttore del Collegio gestito in via San Francesco da Paola dai Fratelli delle scuole cristiane. "Tra la denatalità e le difficoltà economiche, i tempi sono duri: la nostra utenza è molto articolata, c'è chi fa sacrifici pur di mandare i figli qui. Il nostro futuro è legato alla speranza di continuare ad essere apprezzati."
Altri istituti che resistono sono il San Giuseppe e l'Istituto Sociale, che assomiglia sempre più a un campus americano. "Abbiamo rinnovato la didattica, adottando da quest’anno le aule tematiche per tutte le materie nei tre licei", spiega Padre Angelo Schettini, ex allievo e direttore del Sociale.
Il governo ha concesso un bonus per le famiglie fino a 1.500 euro (in caso di Isee inferiore ai 30 mila euro) e la conferma dell’esenzione dall’Imu. Ma gli istituti devono cercare di essere il più inclusivi possibile, anche grazie alle borse di studio della Fondazione Gallesio.
"Abbiamo risposta alla domanda di come far vivere i bambini che non hanno le condizioni per pagare le rette", spiega Padre Angelo Schettini. "Non possiamo essere solo per ricchi".
In ogni caso, gli istituti devono adattarsi ai tempi e cercare di trovare nuove soluzioni per garantire l'istruzione ai bambini della città.