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Un'altra figura del passato italiano è scomparsa. Corrado Carnevale, l'ex giudice che ha sempre lasciato un segno indelebile nella storia della magistratura italiana, è morto ieri pomeriggio a Roma all'età di 95 anni.
La sua vita è stata un lungo cammino tra potere e corruzione. Da giovane avvocato, Carnevale si è laureato con una tesi sulla "giustizia processuale" che non era altro che un preludio alla sua carriera di magistrato. Nel corso della sua vita ha lavorato in diverse sezioni del tribunale, fino a quando nel 1975 è stato nominato presidente di sezione della Corte di Cassazione.
Carnevale è diventato famoso per il suo nickname "ammazzasentenze" grazie alle sue decisioni di annullamento, un soprannome che lo ha accompagnato per tutta la sua carriera. Ma non tutti i processi in cui era coinvolto erano stati alla sua porta. Carnevale è sempre uscito assolto, anche se è stato sospeso dal servizio più volte. Nel 1993 è stato licenziato dalla Corte di Cassazione per cause "di salute", ma è tornato nel 2007.
L'ex magistrato ha trascorso gli ultimi anni della sua vita in pensione, prima che alla fine del 2013 il Consiglio di Stato lo autorizzasse a rientrare nella Corte di Cassazione. Oggi i funerali si svolgeranno venerdì a Roma per ricordare la figura di un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia della giustizia italiana.
La sua vita è stata un lungo cammino tra potere e corruzione. Da giovane avvocato, Carnevale si è laureato con una tesi sulla "giustizia processuale" che non era altro che un preludio alla sua carriera di magistrato. Nel corso della sua vita ha lavorato in diverse sezioni del tribunale, fino a quando nel 1975 è stato nominato presidente di sezione della Corte di Cassazione.
Carnevale è diventato famoso per il suo nickname "ammazzasentenze" grazie alle sue decisioni di annullamento, un soprannome che lo ha accompagnato per tutta la sua carriera. Ma non tutti i processi in cui era coinvolto erano stati alla sua porta. Carnevale è sempre uscito assolto, anche se è stato sospeso dal servizio più volte. Nel 1993 è stato licenziato dalla Corte di Cassazione per cause "di salute", ma è tornato nel 2007.
L'ex magistrato ha trascorso gli ultimi anni della sua vita in pensione, prima che alla fine del 2013 il Consiglio di Stato lo autorizzasse a rientrare nella Corte di Cassazione. Oggi i funerali si svolgeranno venerdì a Roma per ricordare la figura di un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia della giustizia italiana.