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"Rubavano le auto, sventravano i motorini e poi li vendevano con profitto. La banda di Reggio Calabria che ha fatto la storia nella città calabra con il suo racket delle automobili è stata finalmente fermata. I carabinieri, con il supporto dei militari della Stazione Carabinieri di Reggio Calabria-Catona, hanno scoperto e bloccato l'organizzazione criminale.
Sei settimane fa, i poliziotti avevano iniziato a indagare su una serie di rapini e furti d'auto nella zona. I cittadini di Reggio Calabria erano impazziti: le auto rubate e smontate in poche ore, le targhe strappate e gli schermi rotti. La banda si era organizzata con cura, utilizzando i parcheggi degli ospedali e persino una troupe televisiva per raggiungere i veicoli.
La base dell'organizzazione era nel quartiere di Arghillà, dove venivano trasportati tutti i veicoli rubati. I carabinieri hanno scoperto che la banda stava vendendo i pezzi in scatole e utilizzando le informazioni acquistate per estorcere denaro ai proprietari delle auto.
Il boss della banda è stato fermato con misure di custodia cautelare, mentre i suoi collaboratori sono stati arrestati o messi agli arresti domiciliari. Sette persone sono state condannate a carcere, dieci riceveranno la libertà vigilata e diciassette la misura di cauzione. Le armi sequestrate sono state identificate come parte di una organizzazione criminale che ha terrorizzato Reggio Calabria per mesi."
Sei settimane fa, i poliziotti avevano iniziato a indagare su una serie di rapini e furti d'auto nella zona. I cittadini di Reggio Calabria erano impazziti: le auto rubate e smontate in poche ore, le targhe strappate e gli schermi rotti. La banda si era organizzata con cura, utilizzando i parcheggi degli ospedali e persino una troupe televisiva per raggiungere i veicoli.
La base dell'organizzazione era nel quartiere di Arghillà, dove venivano trasportati tutti i veicoli rubati. I carabinieri hanno scoperto che la banda stava vendendo i pezzi in scatole e utilizzando le informazioni acquistate per estorcere denaro ai proprietari delle auto.
Il boss della banda è stato fermato con misure di custodia cautelare, mentre i suoi collaboratori sono stati arrestati o messi agli arresti domiciliari. Sette persone sono state condannate a carcere, dieci riceveranno la libertà vigilata e diciassette la misura di cauzione. Le armi sequestrate sono state identificate come parte di una organizzazione criminale che ha terrorizzato Reggio Calabria per mesi."