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In uno sfera politica altamente increspata, la destra sembra aver trovato un nuovo bersaglio, ovvero i giudici della Cassazione. Con la decisione del governo di fissare una data precisa per il referendum sulla Giustizia, l'Ordine del giorno è stato invertito e adesso finiscono anche i giudici nella mira dei partiti di maggioranza.
L'avere costretto il Consiglio dei ministri a riformulare il quesito referendario, dopo che la Corte ha accolto la versione proposta dal comitato dei 15 giuristi promotori della raccolta firme popolare che ha superato le 500mila adesioni, ha prodotto una reazione violenta da parte di Fratelli d'Italia e Forza Italia.
Il capogruppo di Fratelli d'Italia, Galeazzo Bignami, punta il dito su due giudici: Alfredo Guardiano che attacca i giudizi "modererà un convegno sulle ragioni del No" e Donatella Ferranti, ex deputata PD e presidente della Commissione Giustizia fino al 2018, che afferma: "Serve altro per rendersi conto che non si può più attenere per ridare terzietà alla magistratura, rendendola indipendente dalla politica e dalle correnti".
Ma Costa e Gasparri si uniscono al coro di attacco contro i giudici della Cassazione. Enrico Costa, deputato di Forza Italia, scrive su X: "Guardiano è obiettivo in queste materie quanto io sono finlandese". Maurizio Gasparri, presidente dei senatori azzurri, aggiunge che il giudice Alfredo Guardiano del quale contesta affermazioni polemiche contro Berlusconi e centrodestra.
Ma il giudice della Cassazione ha replicato alle accuse: "qualsiasi affermazione che sospetti di parzialità me o questa ordinanza è palesemente priva di fondamento e quindi molto grave". Guardiano si difende aggiungendo che non si è entrati in questo ambito e che le decisioni degli organi giudiziari possono essere sempre criticati con argomenti giuridici.
Il primo presidente della Corte, Pasquale D'Ascola, sottolinea invece che "le decisioni degli organi giudiziari possono essere sempre criticati sul piano tecnico con argomenti giuridici". Tuttavia, aggiunge, "non sono tollerabili illazioni sul piano personale nei confronti dei giudici, che si risolvono in una delegittimazione della funzione giurisdizionale".
Il Comitato delle Camere Penali per il Sì ha dichiarato invece che l'indipendenza della giurisdizione è una garanzia sostanziale. E quando anche solo il dubbio di una sovrapposizione tra funzione giudiziaria e militanza politica si affaccia, la credibilità delle istituzioni viene messa in discussione.
L'Anm della Cassazione ha dichiarato invece che le dichiarazioni dei politici in merito all'ordinanza del 6 febbraio 2025 dell'Ufficio centrale per il referendum sono "inaccettabili" perché lesive dell'immagine e del ruolo della Corte di Cassazione.
Le opposizioni hanno reagito contro gli attacchi della destra: Debora Serracchiani, deputata del PD, ha dichiarato che "prevale la linaia della prepotenza e della mancanza di rispetto per le istituzioni". Angelo Bonelli, deputato di Avs, ha definito "indecente" l'attacco della maggioranza: "Conferma che la destra ha scelto di trasformare il referendum in un continuo scontro politico con la magistratura e con l'opposizione".
L'avere costretto il Consiglio dei ministri a riformulare il quesito referendario, dopo che la Corte ha accolto la versione proposta dal comitato dei 15 giuristi promotori della raccolta firme popolare che ha superato le 500mila adesioni, ha prodotto una reazione violenta da parte di Fratelli d'Italia e Forza Italia.
Il capogruppo di Fratelli d'Italia, Galeazzo Bignami, punta il dito su due giudici: Alfredo Guardiano che attacca i giudizi "modererà un convegno sulle ragioni del No" e Donatella Ferranti, ex deputata PD e presidente della Commissione Giustizia fino al 2018, che afferma: "Serve altro per rendersi conto che non si può più attenere per ridare terzietà alla magistratura, rendendola indipendente dalla politica e dalle correnti".
Ma Costa e Gasparri si uniscono al coro di attacco contro i giudici della Cassazione. Enrico Costa, deputato di Forza Italia, scrive su X: "Guardiano è obiettivo in queste materie quanto io sono finlandese". Maurizio Gasparri, presidente dei senatori azzurri, aggiunge che il giudice Alfredo Guardiano del quale contesta affermazioni polemiche contro Berlusconi e centrodestra.
Ma il giudice della Cassazione ha replicato alle accuse: "qualsiasi affermazione che sospetti di parzialità me o questa ordinanza è palesemente priva di fondamento e quindi molto grave". Guardiano si difende aggiungendo che non si è entrati in questo ambito e che le decisioni degli organi giudiziari possono essere sempre criticati con argomenti giuridici.
Il primo presidente della Corte, Pasquale D'Ascola, sottolinea invece che "le decisioni degli organi giudiziari possono essere sempre criticati sul piano tecnico con argomenti giuridici". Tuttavia, aggiunge, "non sono tollerabili illazioni sul piano personale nei confronti dei giudici, che si risolvono in una delegittimazione della funzione giurisdizionale".
Il Comitato delle Camere Penali per il Sì ha dichiarato invece che l'indipendenza della giurisdizione è una garanzia sostanziale. E quando anche solo il dubbio di una sovrapposizione tra funzione giudiziaria e militanza politica si affaccia, la credibilità delle istituzioni viene messa in discussione.
L'Anm della Cassazione ha dichiarato invece che le dichiarazioni dei politici in merito all'ordinanza del 6 febbraio 2025 dell'Ufficio centrale per il referendum sono "inaccettabili" perché lesive dell'immagine e del ruolo della Corte di Cassazione.
Le opposizioni hanno reagito contro gli attacchi della destra: Debora Serracchiani, deputata del PD, ha dichiarato che "prevale la linaia della prepotenza e della mancanza di rispetto per le istituzioni". Angelo Bonelli, deputato di Avs, ha definito "indecente" l'attacco della maggioranza: "Conferma che la destra ha scelto di trasformare il referendum in un continuo scontro politico con la magistratura e con l'opposizione".