VoceDiTutti
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"Aleppo, un'ultima sconfitta per l'Isis: ma il conflitto non sembra spento. I curdi delle forze democratiche siriane hanno desistito dalla resistenza armata in alcuni quartieri della seconda città del Paese, lasciandone il controllo ai soldati del governo nazionale di Ahmad Sharaa. Una resa che potrebbe essere destinata a durare poco, visto che dalle zone del nord-est della Siria si levano già promesse di "vendetta" per i fatti di Aleppo e slogan contro Sharaa e la sua sostenitrice Ankara.
I raid su larga scala condotti dagli Usa nel weekend sono parte della strategia di "impegno continuo a sradicare il terrorismo islamico" nella regione. La loro efficacia è stata messa in dubbio da alcuni esperti, che sostengono che la battaglia contro lo Stato Islamico sia solo una questione di "pulizia" delle zone controllate dalle forze governative.
La pressione esercitata dal governo siriano, con il sostegno di potenze occidentali, è stata fondamentale per far cadere le difese curde. Ma l'Isis non è un'organizzazione che si arrenda facilmente. E proprio questo pensiero sembra essere in testa a molti siriani e curdi, che temono di essere vittime della "vendetta" dei combattenti dell'Isis.
I rapporti tra Washington e Ankara sono sempre più tesi, vista la forte opposizione all'operazione condotta dagli Usa contro lo Stato Islamico. E pure per quanto riguarda le forze governative siriane, c'è un senso di sollievo nel fatto che gli scontri dei giorni scorsi abbiano causato almeno 105 morti tra civili e combattenti. Ma è difficile pensare che questo sia il fine della storia, considerando i promessi "riflettori" verso i governativi.
In sintesi, la situazione a Siria sembra essere sempre più complessa e difficile da gestire. E proprio qui siamo, di fronte a un conflitto che sembra non avere una fine."
I raid su larga scala condotti dagli Usa nel weekend sono parte della strategia di "impegno continuo a sradicare il terrorismo islamico" nella regione. La loro efficacia è stata messa in dubbio da alcuni esperti, che sostengono che la battaglia contro lo Stato Islamico sia solo una questione di "pulizia" delle zone controllate dalle forze governative.
La pressione esercitata dal governo siriano, con il sostegno di potenze occidentali, è stata fondamentale per far cadere le difese curde. Ma l'Isis non è un'organizzazione che si arrenda facilmente. E proprio questo pensiero sembra essere in testa a molti siriani e curdi, che temono di essere vittime della "vendetta" dei combattenti dell'Isis.
I rapporti tra Washington e Ankara sono sempre più tesi, vista la forte opposizione all'operazione condotta dagli Usa contro lo Stato Islamico. E pure per quanto riguarda le forze governative siriane, c'è un senso di sollievo nel fatto che gli scontri dei giorni scorsi abbiano causato almeno 105 morti tra civili e combattenti. Ma è difficile pensare che questo sia il fine della storia, considerando i promessi "riflettori" verso i governativi.
In sintesi, la situazione a Siria sembra essere sempre più complessa e difficile da gestire. E proprio qui siamo, di fronte a un conflitto che sembra non avere una fine."