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"La crisi del M5S: come il partito di Di Maio sta facendo stranezze su politica estera"
Il Movimento 5 Stelle, partito di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, sembra stia prendendo una strana direzione in termini di politica estera. La risoluzione sull'Iran approvata ieri quasi all'unanimità dalla commissione Esteri del Senato è stata bensì appoggiata dal governo, ma il M5S ha astenersi, dicendo di aver chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco in quel testo la propria contrarietà alle azioni militari unilaterali.
Ma la decisione presa dal partito è stata vista come una dimostrazione del suo profilo di inaffidabilità, soprattutto considerando che il Pd ha già a cuore i settori "pacifisti" del partito, critici con il riarmo dell'UE. Perfino l'Osservatore Romano, organo della Santa Sede, ben informato sull'Iran, ha scritto un editoriale di fuoco contro il regime degli ayatollah.
La questione non si ferma qui. La maggioranza di Giorgia Meloni può rivendicare la sua compattezza su una politica estera che sembra essere viziata da ambiguità e contraddizioni. Le opposizioni, invece, si dividono di nuovo sulla politica estera, lasciando al M5S il compito di unificare le forze del centro-destra.
La questione è come il partito di Di Maio stia facendo stranezze su politica estera. La crisi che sta vivendo il partito sembra essere legata anche alla tensione con l'Ucraina, a causa delle provocazioni anti UE di Donald Trump, e all'espansione della Russia contro il paese europeo.
Il conflitto provocato dalla Russia contro l'Ucraina, la posizione del M5S è, a dir poco, eccentrica. E mette in difficoltà un Pd che già deve tenere a bada i settori "pacifisti" del partito, critici con il riarmo dell'UE.
La decisione presa dal M5S sembra essere un esempio di come il partito stia cercando di distinguersi dalla Lega. Ma quando si tratta di appoggiare i provvedimenti che riguardano l'invasione russa, lo fa: magari dicendo che gli alleati hanno tenuto conto delle sue richieste.
La crisi del M5S sembra essere un esempio di come il partito stia cercando di distinguersi dalla Lega. Ma quando si tratta di appoggiare i provvedimenti che riguardano l'invasione russa, lo fa: magari dicendo che gli alleati hanno tenuto conto delle sue richieste.
In sintesi, la questione della politica estera del M5S sembra essere viziata da ambiguità e contraddizioni. Il partito di Di Maio sembra essere in crisi, con una leadership che sembra non avere un'idea chiara su come risolvere la questione.
Il Movimento 5 Stelle, partito di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, sembra stia prendendo una strana direzione in termini di politica estera. La risoluzione sull'Iran approvata ieri quasi all'unanimità dalla commissione Esteri del Senato è stata bensì appoggiata dal governo, ma il M5S ha astenersi, dicendo di aver chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco in quel testo la propria contrarietà alle azioni militari unilaterali.
Ma la decisione presa dal partito è stata vista come una dimostrazione del suo profilo di inaffidabilità, soprattutto considerando che il Pd ha già a cuore i settori "pacifisti" del partito, critici con il riarmo dell'UE. Perfino l'Osservatore Romano, organo della Santa Sede, ben informato sull'Iran, ha scritto un editoriale di fuoco contro il regime degli ayatollah.
La questione non si ferma qui. La maggioranza di Giorgia Meloni può rivendicare la sua compattezza su una politica estera che sembra essere viziata da ambiguità e contraddizioni. Le opposizioni, invece, si dividono di nuovo sulla politica estera, lasciando al M5S il compito di unificare le forze del centro-destra.
La questione è come il partito di Di Maio stia facendo stranezze su politica estera. La crisi che sta vivendo il partito sembra essere legata anche alla tensione con l'Ucraina, a causa delle provocazioni anti UE di Donald Trump, e all'espansione della Russia contro il paese europeo.
Il conflitto provocato dalla Russia contro l'Ucraina, la posizione del M5S è, a dir poco, eccentrica. E mette in difficoltà un Pd che già deve tenere a bada i settori "pacifisti" del partito, critici con il riarmo dell'UE.
La decisione presa dal M5S sembra essere un esempio di come il partito stia cercando di distinguersi dalla Lega. Ma quando si tratta di appoggiare i provvedimenti che riguardano l'invasione russa, lo fa: magari dicendo che gli alleati hanno tenuto conto delle sue richieste.
La crisi del M5S sembra essere un esempio di come il partito stia cercando di distinguersi dalla Lega. Ma quando si tratta di appoggiare i provvedimenti che riguardano l'invasione russa, lo fa: magari dicendo che gli alleati hanno tenuto conto delle sue richieste.
In sintesi, la questione della politica estera del M5S sembra essere viziata da ambiguità e contraddizioni. Il partito di Di Maio sembra essere in crisi, con una leadership che sembra non avere un'idea chiara su come risolvere la questione.