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Il progetto di Riccardo Luna, che si chama "Qualcosa è andato storto, ribelliamoci all'algoritmo", non è altro che una critica spietata alla cultura digitale dominante. Il suo autore sostiene che la tecnologia, che un tempo era vista come la chiave per migliorare la democrazia, si è trasformata in un pericolo per l'umanità. L'algoritmo, che è al centro del libro, è visto come una struttura capricciosa e senza morale che favorisce la diffusione di contenuti falsi e dannosi.
Il problema, secondo Luna, non è solo la quantità di informazioni disponibili, ma anche la qualità delle stesse. L'algoritmo, che cerca di aumentare l'engagement e il traffico, spinge gli utenti a condividere contenuti superficiali e di bassa qualità, anziché quelli più profondi e significativi.
L'autore si chiede anche come i nostri governi non abbiano ancora preso misure per proteggere la nostra democrazia. Il caso della Cina, dove l'algoritmo di TikTok è diverso da quello occidentale, è visto come un esempio di come la tecnologia possa essere usata per educazione e sviluppo, anziché solo per profitto.
Il libro di Luna si concentra anche sulla questione dei social media. Si chiede come i nostri giovani siano sempre più vittime delle emozioni negative e dell'ansia, grazie alla frequentazione dei social. L'autore sostiene che il principio del piacere, che governa la maggior parte dei social, è dannoso per la mente e può portare a una specie di obesità spirituale chiamata narcisismo.
Il libro conclude con un messaggio di speranza. Il legno storto dell'umanità, come dice Kant, può ancora produrre qualcosa di perfettamente diritto se è coltivato e educato. Luna invita i lettori a riflettere sulla loro esistenza e a cercare la bellezza nel quotidiano. Non offre soluzioni facili, ma criteri di discernimento per vivere in modo più consapevole e responsabile.
In sintesi, "Qualcosa è andato storto, ribelliamoci all'algoritmo" è un libro che ci chiede di pensare alle conseguenze della nostra dipendenza dalla tecnologia e di cercare nuove strade per vivere in modo più autentico e significativo.
Il problema, secondo Luna, non è solo la quantità di informazioni disponibili, ma anche la qualità delle stesse. L'algoritmo, che cerca di aumentare l'engagement e il traffico, spinge gli utenti a condividere contenuti superficiali e di bassa qualità, anziché quelli più profondi e significativi.
L'autore si chiede anche come i nostri governi non abbiano ancora preso misure per proteggere la nostra democrazia. Il caso della Cina, dove l'algoritmo di TikTok è diverso da quello occidentale, è visto come un esempio di come la tecnologia possa essere usata per educazione e sviluppo, anziché solo per profitto.
Il libro di Luna si concentra anche sulla questione dei social media. Si chiede come i nostri giovani siano sempre più vittime delle emozioni negative e dell'ansia, grazie alla frequentazione dei social. L'autore sostiene che il principio del piacere, che governa la maggior parte dei social, è dannoso per la mente e può portare a una specie di obesità spirituale chiamata narcisismo.
Il libro conclude con un messaggio di speranza. Il legno storto dell'umanità, come dice Kant, può ancora produrre qualcosa di perfettamente diritto se è coltivato e educato. Luna invita i lettori a riflettere sulla loro esistenza e a cercare la bellezza nel quotidiano. Non offre soluzioni facili, ma criteri di discernimento per vivere in modo più consapevole e responsabile.
In sintesi, "Qualcosa è andato storto, ribelliamoci all'algoritmo" è un libro che ci chiede di pensare alle conseguenze della nostra dipendenza dalla tecnologia e di cercare nuove strade per vivere in modo più autentico e significativo.