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"La pecora nera del falso in bilancio: Santanchè sotto pressione"
Il processo contro la ministra del Turismo Daniela Santanchè e altri 15 imputati sta diventando sempre più interessante. Oggi, il collegio sindacale di Visibilia Editore spa ha sentito Gianfranco Vitulo, ex sindaco della società editoriale fondata dalla stessa Santanchè. Vitulo è stato ascoltato come teste nel processo e ha raccontato di aver subito pressioni costanti per non dissentire dal bilancio.
Vitulo, commercialista ed espressione dei soci di minoranza, aveva espresso pareri contrari sui conti della società perché riteneva che il piano industriale triennale non confermasse il valore dell’avviamento indicato in bilancio. Tuttavia, Santanchè e gli altri imputati gli hanno fatto pressione per cambiare opinione, dicendogli che le sue affermazioni erano di dubbia qualità e potevano influire sulla quotazione del titolo.
Vitulo ha anche raccontato di aver subito pressioni editoriali da parte della stessa Santanchè, che gli chiedeva di pubblicare articoli che in realtà erano pubblicità occulte. Ha detto di aver iniziato a registrare le riunioni per evitare di essere messo sotto pressione.
L'inchiesta è nata solo anni dopo, da un esposto dei nuovi soci di minoranza guidati dal finanziere Giuseppe Zeno. Il processo proseguirà il 26 febbraio con l'audizione di altri testimoni dell'accusa.
Inoltre, l'ex direttore della rivista Pc Professionale, Eugenio Moschini, ha detto di aver fatto decine di incontri con Santanchè tra il 2019 e il 2020, alcuni dei quali erano solo lui e lei. Ha riferito che le riunioni servivano per far quadrare i bilanci, riducendo i costi e aumentando le entrate.
La situazione è sempre più complessa e Santanchè sembra essere sotto pressione costante. Il processo sarà molto interessante da seguire.
Il processo contro la ministra del Turismo Daniela Santanchè e altri 15 imputati sta diventando sempre più interessante. Oggi, il collegio sindacale di Visibilia Editore spa ha sentito Gianfranco Vitulo, ex sindaco della società editoriale fondata dalla stessa Santanchè. Vitulo è stato ascoltato come teste nel processo e ha raccontato di aver subito pressioni costanti per non dissentire dal bilancio.
Vitulo, commercialista ed espressione dei soci di minoranza, aveva espresso pareri contrari sui conti della società perché riteneva che il piano industriale triennale non confermasse il valore dell’avviamento indicato in bilancio. Tuttavia, Santanchè e gli altri imputati gli hanno fatto pressione per cambiare opinione, dicendogli che le sue affermazioni erano di dubbia qualità e potevano influire sulla quotazione del titolo.
Vitulo ha anche raccontato di aver subito pressioni editoriali da parte della stessa Santanchè, che gli chiedeva di pubblicare articoli che in realtà erano pubblicità occulte. Ha detto di aver iniziato a registrare le riunioni per evitare di essere messo sotto pressione.
L'inchiesta è nata solo anni dopo, da un esposto dei nuovi soci di minoranza guidati dal finanziere Giuseppe Zeno. Il processo proseguirà il 26 febbraio con l'audizione di altri testimoni dell'accusa.
Inoltre, l'ex direttore della rivista Pc Professionale, Eugenio Moschini, ha detto di aver fatto decine di incontri con Santanchè tra il 2019 e il 2020, alcuni dei quali erano solo lui e lei. Ha riferito che le riunioni servivano per far quadrare i bilanci, riducendo i costi e aumentando le entrate.
La situazione è sempre più complessa e Santanchè sembra essere sotto pressione costante. Il processo sarà molto interessante da seguire.