Il governo italiano, sotto la guida del leader della Lega, Meloni, ha deciso di rispondere alle critiche sollevate dalla Corte dei Conti con un decreto che affida a un commissario unico la gestione dei cantieri stradali in ritardo. Tuttavia, secondo i leader politici, l'esecutivo non farà forzature e non applicherà il "visto con riserva" sul Ponte sullo Stretto.
Il decreto che sarà prossimamente presentato dal governo è stato rinviato perchè si stanno facendo degli approfondimenti su alcune tematiche relative al Ponte per ottemperare a tutte le richieste della Corte dei Conti. Il leader della Lega, Salvini, sostiene che il progetto del Ponte di vent'anni fa, riportato in vita dal governo Meloni, avrebbe dovuto essere messo a gara.
La Corte dei conti ha infatti contestato la procedura Iropi, ovvero le ragioni di rilevante interesse pubblico che hanno consentito di superare la valutazione negativa della Via-Vas. Inoltre, i magistrati contabili hanno denunciato che i criteri della direttiva Habitat non sono stati soddisfatti e che il progetto del Ponte avrebbe dovuto essere messo a gara.
La questione della nuova gara che non è stata fatta rimane il nodo fondamentale da sciogliere per il governo, e di certo non potrà essere affrontato per decreto. Una fonte vicina al dossier sostiene che per rimettere in carreggiata l'iter del Ponte sarà comunque necessario ripassare per Palazzo Chigi con una nuova delibera Cipess.
Inoltre, il governo ha anche annunciato di esplorare la possibilità di superare l'articolo 49 del codice della navigazione per permettere ai concessionari balneari uscenti di avere un indennizzo per gli investimenti fatti. Tuttavia, questa idea sembra di difficile applicazione considerando che sulla concorrenza la Commissione europea non intende fare sconti.
In sintesi, il governo italiano è deciso a ribattere punto su punto ai rilievi della Corte dei Conti, ma la questione della nuova gara e degli indennizzi per i concessionari balneari sembrano ancora aperte.
Il decreto che sarà prossimamente presentato dal governo è stato rinviato perchè si stanno facendo degli approfondimenti su alcune tematiche relative al Ponte per ottemperare a tutte le richieste della Corte dei Conti. Il leader della Lega, Salvini, sostiene che il progetto del Ponte di vent'anni fa, riportato in vita dal governo Meloni, avrebbe dovuto essere messo a gara.
La Corte dei conti ha infatti contestato la procedura Iropi, ovvero le ragioni di rilevante interesse pubblico che hanno consentito di superare la valutazione negativa della Via-Vas. Inoltre, i magistrati contabili hanno denunciato che i criteri della direttiva Habitat non sono stati soddisfatti e che il progetto del Ponte avrebbe dovuto essere messo a gara.
La questione della nuova gara che non è stata fatta rimane il nodo fondamentale da sciogliere per il governo, e di certo non potrà essere affrontato per decreto. Una fonte vicina al dossier sostiene che per rimettere in carreggiata l'iter del Ponte sarà comunque necessario ripassare per Palazzo Chigi con una nuova delibera Cipess.
Inoltre, il governo ha anche annunciato di esplorare la possibilità di superare l'articolo 49 del codice della navigazione per permettere ai concessionari balneari uscenti di avere un indennizzo per gli investimenti fatti. Tuttavia, questa idea sembra di difficile applicazione considerando che sulla concorrenza la Commissione europea non intende fare sconti.
In sintesi, il governo italiano è deciso a ribattere punto su punto ai rilievi della Corte dei Conti, ma la questione della nuova gara e degli indennizzi per i concessionari balneari sembrano ancora aperte.