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"Vigili del fuoco, un minuto di silenzio per Gaza. Il Corpo è ambasciatore Unicef"
A Pisa, durante la manifestazione sui lungarni il 22 settembre scorso, i Vigili del fuoco hanno segnato un minuto di silenzio inginocchiandosi. Lo strano gesto è stato fatto per solidarietà con le vittime della guerra in Israele, soprattutto i bambini.
Il Corpo nazionale Vigili del fuoco ha una lunga storia con l'Unicef: da tempo infatti è ambasciatore dell'organizzazione internazionale. Ma adesso, dopo la manifestazione a sostegno della Global Sumud Flotilla e Gaza, i pompieri hanno dovuto rispondere di fronte al Viminale.
Il sindacato di base ha giustificato il gesto come "un atto di protesta pacifica". Ma il Corpo nazionale Vigili del fuoco smentisce: "Non avremmo dovuto usarre la divisa, saremmo passibili di un provvedimento disciplinare che potrebbe arrivare alla sospensione con la decurtazione dello stipendio o, anche se l'ipotesi è remota, al licenziamento".
La contesa tra i pompiere e il Viminale è appena iniziata. Il 29 gennaio comincerà il lavoro della commissione disciplinare, che ascolterà un primo pompiere di Roma. Ma il sindacato di base non ci sta: nella vigilia dell'audizione, infatti, è stato organizzato un convegno a Roma "contro la repressione della libertà d'espressione e la militarizzazione del Corpo".
A Pisa, durante la manifestazione sui lungarni il 22 settembre scorso, i Vigili del fuoco hanno segnato un minuto di silenzio inginocchiandosi. Lo strano gesto è stato fatto per solidarietà con le vittime della guerra in Israele, soprattutto i bambini.
Il Corpo nazionale Vigili del fuoco ha una lunga storia con l'Unicef: da tempo infatti è ambasciatore dell'organizzazione internazionale. Ma adesso, dopo la manifestazione a sostegno della Global Sumud Flotilla e Gaza, i pompieri hanno dovuto rispondere di fronte al Viminale.
Il sindacato di base ha giustificato il gesto come "un atto di protesta pacifica". Ma il Corpo nazionale Vigili del fuoco smentisce: "Non avremmo dovuto usarre la divisa, saremmo passibili di un provvedimento disciplinare che potrebbe arrivare alla sospensione con la decurtazione dello stipendio o, anche se l'ipotesi è remota, al licenziamento".
La contesa tra i pompiere e il Viminale è appena iniziata. Il 29 gennaio comincerà il lavoro della commissione disciplinare, che ascolterà un primo pompiere di Roma. Ma il sindacato di base non ci sta: nella vigilia dell'audizione, infatti, è stato organizzato un convegno a Roma "contro la repressione della libertà d'espressione e la militarizzazione del Corpo".