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"Termini, pestaggio a morte: due fermati, ma ancora molti interrogativi"
La notte è stata un incubo per i romani. Sino alle tre del mattino, la stazione Termini era teatro di una doppia violenza che ha lasciato un uomo in condizioni gravi e un giovane rider ferito. La polizia ha fermato due persone sospettate di essere gli aggressori: un cittadino tunisino di 20 anni e un 18enne egiziano, entrambi con precedenti per crimini.
La vittima del pestaggio è un funzionario del ministero delle Imprese, il cui nome non è stato rivelato. L'uomo è stato sottoposto a un massiccio intervento medico e si trova attualmente ricoverato in terapia intensiva. Il fatto che sia stato picchiato in una zona dove la polizia ha messo in atto un maxi blitz, suggerisce che ci fossero altri protagonisti dell'aggressione.
La notte è stata anche un esempio della violenza che caratterizza la stessa area, istituita l'anno scorso con la "zona rossa". La polizia ha già fermato due persone sospettate di aver partecipato all'aggressione, ma resta da chiarire se ci fossero altri complici.
Politici e cittadini sono in allarme. Luisa Regimenti, segretario di Forza Italia Roma, chiede "rafforzare la videosorveglianza" e aumentare i controlli delle forze dell'ordine. La presidente dell'Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, richiede al governo "un presidio più efficace". Il segretario romano di Azione, Alessio D'Amato, la considera una situazione da terra di nessuno e un fallimento delle politiche del ministero dell'Interno.
La questione è ancora aperta: chi era il complice del pestaggio? Chi sono le persone che hanno partecipato all'aggressione a pochi metri dalla stazione? La risposta arriverà con la continuazione degli indizi, ma per ora rimane solo la sensazione di inquietudine e disperazione.
La notte è stata un incubo per i romani. Sino alle tre del mattino, la stazione Termini era teatro di una doppia violenza che ha lasciato un uomo in condizioni gravi e un giovane rider ferito. La polizia ha fermato due persone sospettate di essere gli aggressori: un cittadino tunisino di 20 anni e un 18enne egiziano, entrambi con precedenti per crimini.
La vittima del pestaggio è un funzionario del ministero delle Imprese, il cui nome non è stato rivelato. L'uomo è stato sottoposto a un massiccio intervento medico e si trova attualmente ricoverato in terapia intensiva. Il fatto che sia stato picchiato in una zona dove la polizia ha messo in atto un maxi blitz, suggerisce che ci fossero altri protagonisti dell'aggressione.
La notte è stata anche un esempio della violenza che caratterizza la stessa area, istituita l'anno scorso con la "zona rossa". La polizia ha già fermato due persone sospettate di aver partecipato all'aggressione, ma resta da chiarire se ci fossero altri complici.
Politici e cittadini sono in allarme. Luisa Regimenti, segretario di Forza Italia Roma, chiede "rafforzare la videosorveglianza" e aumentare i controlli delle forze dell'ordine. La presidente dell'Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, richiede al governo "un presidio più efficace". Il segretario romano di Azione, Alessio D'Amato, la considera una situazione da terra di nessuno e un fallimento delle politiche del ministero dell'Interno.
La questione è ancora aperta: chi era il complice del pestaggio? Chi sono le persone che hanno partecipato all'aggressione a pochi metri dalla stazione? La risposta arriverà con la continuazione degli indizi, ma per ora rimane solo la sensazione di inquietudine e disperazione.