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I pescatori di vongole si ritrovano a fronte di una vera crisi, con un fatturato calato da 120 milioni a soli 13 milioni. La responsabilità è tornata sulle specie aliene che hanno invaso il nostro bacino marino, tra cui il granchio blu e la noce di mare. Ma non sono solo questi nemici naturali: l'inquinamento è l'elemento che sta facendo impazzire ai pescatori.
La temperatura del mare si è alzata in modo incredibile, con estati come quella dell'Adriatico (30° C in superficie e 28° C in profondità) che non hanno precedenti. E questo ha causato una serie di problemi. I fanghi, prodotti dalle alluvioni ma anche dagli sversamenti industriali, hanno ricoperto la sabbia dei fondali, l'habitat naturale dei molluschi. Di fatto, le nostre cooperative che in media pescavano 4 quintali di vongole all'ora adesso hanno attività quasi azzerate.
Il problema va oltre alle condizioni climatiche. La foresta di Vaia, devastata nel 2018, ha avuto effetti collaterali che molti non sanno ancora essere stati rilevati a mare. Solo i pescatori dell'Alto Adriatico conoscono gli danni che quell'evento catastrofico ha prodotto sul nostro bacino marino.
Per cercare delle contromisure, è stata organizzata una riunione in Veneto tra esponenti del mondo cooperativo e funzionari della Regione Veneto. In calendario sono altri incontri con i vertici della cooperazione nazionale e con il ministero dell'Agricoltura. È tempo di agire per salvare questa industria che sta sul binario della chiusura.
La temperatura del mare si è alzata in modo incredibile, con estati come quella dell'Adriatico (30° C in superficie e 28° C in profondità) che non hanno precedenti. E questo ha causato una serie di problemi. I fanghi, prodotti dalle alluvioni ma anche dagli sversamenti industriali, hanno ricoperto la sabbia dei fondali, l'habitat naturale dei molluschi. Di fatto, le nostre cooperative che in media pescavano 4 quintali di vongole all'ora adesso hanno attività quasi azzerate.
Il problema va oltre alle condizioni climatiche. La foresta di Vaia, devastata nel 2018, ha avuto effetti collaterali che molti non sanno ancora essere stati rilevati a mare. Solo i pescatori dell'Alto Adriatico conoscono gli danni che quell'evento catastrofico ha prodotto sul nostro bacino marino.
Per cercare delle contromisure, è stata organizzata una riunione in Veneto tra esponenti del mondo cooperativo e funzionari della Regione Veneto. In calendario sono altri incontri con i vertici della cooperazione nazionale e con il ministero dell'Agricoltura. È tempo di agire per salvare questa industria che sta sul binario della chiusura.