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Un tempo, quando la vita era più semplice e meno stimolata, l'uomo sapeva ascoltare il silenzio. Oggi, con la costante presenza delle tecnologie, siamo tutti abituati a sentire un rumore costante che ci avvolge quotidianamente.
Lo chiamano "raw dogging", stare seduti immobili senza telefono, senza musica, senza distrazioni. Senza protezioni. Nudi davanti al tempo. Questo è uno degli atti di ribellione silenziosi più interessanti di questo periodo. Non è solo un gioco, ma una risposta spontanea alla sovrastimolazione cronica che caratterizza la nostra epoca.
La mente umana elabora ogni giorno l'equivalente di 74 gigabyte di informazioni, come se guardassimo sedici film consecutivi senza interruzioni. Nessun essere umano può reggere a lungo questo bombardamento senza perdere attenzione, serenità, lucidità.
Il "raw dogging" è un tentativo di bonifica del proprio ecosistema mentale. Nella quiete inattesa, la mente si disinfiamma. I livelli di stress si abbassano. La percezione del tempo cambia. Un'ora non è più un'unità di misura, ma un territorio in cui ritrovarsi.
Il fenomeno è esploso nello stesso luogo da cui tutti fuggiamo: TikTok. Milioni di video che mostrano ragazzi immobili, seduti sul letto o in un parco, mentre non fanno niente. È un paradosso perfetto: condividere il silenzio per sfuggire alla condivisione.
Ma non è solo un gioco. È una risposta spontanea alla sovrastimolazione cronica che caratterizza la nostra epoca. La scienza lo conferma da anni: il cervello umano elabora ogni giorno l'equivalente di 74 gigabyte di informazioni, come se guardassimo sedici film consecutivi senza interruzioni.
Il "raw dogging" potrebbe essere l'inizio di una riflessione più profonda. Una generazione intera sta sfiorando un'antica consapevolezza probabilmente senza rendersene conto, da sola, senza maestri, senza manuali, senza corsi di mindfulness. Stando ferma. In un tempo che richiede velocità, è disobbediente chi sa fermarsi, chi non risponde.
Forse è proprio questa la vera provocazione nascosta del "raw dogging": per tornare integri, ogni tanto, dobbiamo imparare a non fare niente.
Lo chiamano "raw dogging", stare seduti immobili senza telefono, senza musica, senza distrazioni. Senza protezioni. Nudi davanti al tempo. Questo è uno degli atti di ribellione silenziosi più interessanti di questo periodo. Non è solo un gioco, ma una risposta spontanea alla sovrastimolazione cronica che caratterizza la nostra epoca.
La mente umana elabora ogni giorno l'equivalente di 74 gigabyte di informazioni, come se guardassimo sedici film consecutivi senza interruzioni. Nessun essere umano può reggere a lungo questo bombardamento senza perdere attenzione, serenità, lucidità.
Il "raw dogging" è un tentativo di bonifica del proprio ecosistema mentale. Nella quiete inattesa, la mente si disinfiamma. I livelli di stress si abbassano. La percezione del tempo cambia. Un'ora non è più un'unità di misura, ma un territorio in cui ritrovarsi.
Il fenomeno è esploso nello stesso luogo da cui tutti fuggiamo: TikTok. Milioni di video che mostrano ragazzi immobili, seduti sul letto o in un parco, mentre non fanno niente. È un paradosso perfetto: condividere il silenzio per sfuggire alla condivisione.
Ma non è solo un gioco. È una risposta spontanea alla sovrastimolazione cronica che caratterizza la nostra epoca. La scienza lo conferma da anni: il cervello umano elabora ogni giorno l'equivalente di 74 gigabyte di informazioni, come se guardassimo sedici film consecutivi senza interruzioni.
Il "raw dogging" potrebbe essere l'inizio di una riflessione più profonda. Una generazione intera sta sfiorando un'antica consapevolezza probabilmente senza rendersene conto, da sola, senza maestri, senza manuali, senza corsi di mindfulness. Stando ferma. In un tempo che richiede velocità, è disobbediente chi sa fermarsi, chi non risponde.
Forse è proprio questa la vera provocazione nascosta del "raw dogging": per tornare integri, ogni tanto, dobbiamo imparare a non fare niente.