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"Iran, un disastro senza precedenti: 30.000 morti in due giorni di proteste". La notte dell'8 gennaio potrebbe essere stata la più mortale nella storia della Repubblica islamica. Secondo le organizzazioni di intelligence internazionali, le forze armate iraniane hanno massacrato manifestanti con una portata inimmaginabile, uccidendo centinaia di persone in poche ore.
Il governo iraniano ha riferito di solo 3.117 morti, ma le stime sono molto più alte: fino a 30.304 persone sono state uccise, secondo fonti che parlano di una mattanza senza precedenti. Il conteggio ufficiale del governo di Teheran è stato confuso, e il paese è già in uno stato di choc emotivo.
La situazione è aggravata dal factore geopolitico: la crisi ha sollevato preoccupazioni a livello internazionale, e gli Stati Uniti hanno annunciato la trasferenza di forze militari ingenti nel Medio Oriente. La portaerei "Uss Abraham Lincoln" si trova nelle acque iraniane, e le guardie rivoluzionarie hanno pubblicato un annuncio per avvertire i marines di non avvicinarsi alle acque.
Il presidente americano Donald Trump ha espresso alcune parole di sconforto che hanno sollevato ulteriori tensioni. L'israeliano è preoccupato perché il leader supremo iraniano Ali Khamenei potrebbe decidere di accelerare una mossa militare, e il vertice al ministero della Difesa di Tel Aviv ha stabilito un coordinamento difensivo con gli Stati Uniti.
La prima ministra israeliana Benjamin Netanyahu ha incontrato gli inviati americani per discutere la crisi. Il governo statunitense sta trasferendo centinaia di aerei da combattimento e decine di navi da guerra, ma le parole di Trump non hanno ancora portato a un aiuto concreto per le vittime.
Il presidente iraniano Ali Khamenei ha ordinato alle forze di sicurezza di "sopprimere" le manifestazioni di massa con ogni mezzo necessario. Secondo fonti dell'opposizione, le guardie rivoluzionarie stanno facendo irruzione nelle case e rapendo persone ritenute ferite o collegate alle proteste.
La situazione è ancora in evoluzione, ma il numero di morti sembra essere alto come mai prima d'ora.
Il governo iraniano ha riferito di solo 3.117 morti, ma le stime sono molto più alte: fino a 30.304 persone sono state uccise, secondo fonti che parlano di una mattanza senza precedenti. Il conteggio ufficiale del governo di Teheran è stato confuso, e il paese è già in uno stato di choc emotivo.
La situazione è aggravata dal factore geopolitico: la crisi ha sollevato preoccupazioni a livello internazionale, e gli Stati Uniti hanno annunciato la trasferenza di forze militari ingenti nel Medio Oriente. La portaerei "Uss Abraham Lincoln" si trova nelle acque iraniane, e le guardie rivoluzionarie hanno pubblicato un annuncio per avvertire i marines di non avvicinarsi alle acque.
Il presidente americano Donald Trump ha espresso alcune parole di sconforto che hanno sollevato ulteriori tensioni. L'israeliano è preoccupato perché il leader supremo iraniano Ali Khamenei potrebbe decidere di accelerare una mossa militare, e il vertice al ministero della Difesa di Tel Aviv ha stabilito un coordinamento difensivo con gli Stati Uniti.
La prima ministra israeliana Benjamin Netanyahu ha incontrato gli inviati americani per discutere la crisi. Il governo statunitense sta trasferendo centinaia di aerei da combattimento e decine di navi da guerra, ma le parole di Trump non hanno ancora portato a un aiuto concreto per le vittime.
Il presidente iraniano Ali Khamenei ha ordinato alle forze di sicurezza di "sopprimere" le manifestazioni di massa con ogni mezzo necessario. Secondo fonti dell'opposizione, le guardie rivoluzionarie stanno facendo irruzione nelle case e rapendo persone ritenute ferite o collegate alle proteste.
La situazione è ancora in evoluzione, ma il numero di morti sembra essere alto come mai prima d'ora.