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I robot stanno finalmente uscendo dalle pareti, sembra che la fantascienza sia diventata realtà. A Las Vegas, l'importante appuntamento del Ces di Consumer Electronics Show, ci hanno presentato una tale quantità di robot che non sapevamo più dove guardare. Tra le realtà più interessanti c'è Gene1, un progetto di Generative Bionics di Daniele Pucci, presentato insieme alla CEO di AMD, Lisa Su.
Ma il centro dell'attenzione è stato il nuovo annuncio di Jensen Huang, il fondatore di Nvidia, che torna sulla guida autonoma sempre più vicina. Secondo lui, l'automotive sarà il primo mercato della AI fisica. Un trend che sembra ripetere quello di Elon Musk, che questa settimana ha deciso di monetizzare le nuove "abilità" della sua AI Grock. Ma cosa significa questo? In poche parole, bullizzare e denudire donne digitalmente, pagando solo per farlo.
Un'espressione che ci fa pensare all'etica della tecnologia. Come si può considerare corretto un sistema che permette di "vendere" queste abilità? E chi decide cosa è accettabile e cosa no? Sembra che i nostri leader nel campo della tecnologia non stiano ancora trovando le risposte a queste domande. Ma il problema è più serio di quanto possa sembrare: stiamo facendo un passo avanti senza aver capito completamente gli impatti di questi progressi tecnologici.
Invece di fermarci e riflettere, decidiamo di accelerare la velocità della tecnologia senza pensarci troppo. E questo è il problema. Non possiamo permetterci di lasciare che i robot si innescino un'esplosione di violenza e discriminazione senza avere una discussione seria sulle conseguenze. La questione non è solo tecnologica, ma etica.
Ma il centro dell'attenzione è stato il nuovo annuncio di Jensen Huang, il fondatore di Nvidia, che torna sulla guida autonoma sempre più vicina. Secondo lui, l'automotive sarà il primo mercato della AI fisica. Un trend che sembra ripetere quello di Elon Musk, che questa settimana ha deciso di monetizzare le nuove "abilità" della sua AI Grock. Ma cosa significa questo? In poche parole, bullizzare e denudire donne digitalmente, pagando solo per farlo.
Un'espressione che ci fa pensare all'etica della tecnologia. Come si può considerare corretto un sistema che permette di "vendere" queste abilità? E chi decide cosa è accettabile e cosa no? Sembra che i nostri leader nel campo della tecnologia non stiano ancora trovando le risposte a queste domande. Ma il problema è più serio di quanto possa sembrare: stiamo facendo un passo avanti senza aver capito completamente gli impatti di questi progressi tecnologici.
Invece di fermarci e riflettere, decidiamo di accelerare la velocità della tecnologia senza pensarci troppo. E questo è il problema. Non possiamo permetterci di lasciare che i robot si innescino un'esplosione di violenza e discriminazione senza avere una discussione seria sulle conseguenze. La questione non è solo tecnologica, ma etica.