VoceDiLucca
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Il segreto dell'anello: una polemica culturale che non si risolve nel buio.
In un mondo immaginario popolato da creature magiche e mezzi uomini, dove la tecnica minaccia l'umanità e le orde di replicanti assetati di distruzione marciano al soldo del Male più infernale che ha le sembianze di un occhio infuocato, non ci è un eroe solitario a cui affidare la salvezza ultima. Ma c'è una compagnia che non è propriamente tenuta assieme da un'amicizia quanto piuttosto da un cammino verso un destino comune.
È questo il caso di Frodo e della sua banda, che hanno intrapreso una missione per distruggere l'Anello, che forse senza quell'incidente letterario sul ciglio del Monte Fato sarebbe ancora al dito di qualcuno. Ma il Male avrebbe trionfato.
Ecco perché la morte di Gollum, che ha trascinato con sé l'Anello nella lava, è un compimento di un destino che divide una compagnia che valorizza la persona nella sua unicità da una collettività che schiaccia l'individuo spersonalizzandolo sotto il peso del potere. Questo è il tema che la sinistra, in particolare Elly Schlein, cerca di sfruttare per battere la destra.
Ma non è così semplice. Il Signore degli Anelli non è solo un libro di fantasia, ma una riflessione profonda sulla natura dell'uomo e della società. E Tolkien, come molti autori, ha messo in discussione i valori di una società che punta più sullo Stato che sull'individuo.
La Schlein e i suoi compagni sembrano dimenticare questo aspetto fondamentale del libro quando lanciano la battaglia ideologica della sinistra. Il Signore degli Anelli non è un manuale per la creazione di un nuovo mondo, ma una critica radicale alla società industriale e alle sue conseguenze sulla persona.
E tanto più ironico è che la sinistra, che spesso si presenta come la difensora della libertà individuale, sembri essere pronta a schiacciare l'individuo per costruire un nuovo mondo.
In un mondo immaginario popolato da creature magiche e mezzi uomini, dove la tecnica minaccia l'umanità e le orde di replicanti assetati di distruzione marciano al soldo del Male più infernale che ha le sembianze di un occhio infuocato, non ci è un eroe solitario a cui affidare la salvezza ultima. Ma c'è una compagnia che non è propriamente tenuta assieme da un'amicizia quanto piuttosto da un cammino verso un destino comune.
È questo il caso di Frodo e della sua banda, che hanno intrapreso una missione per distruggere l'Anello, che forse senza quell'incidente letterario sul ciglio del Monte Fato sarebbe ancora al dito di qualcuno. Ma il Male avrebbe trionfato.
Ecco perché la morte di Gollum, che ha trascinato con sé l'Anello nella lava, è un compimento di un destino che divide una compagnia che valorizza la persona nella sua unicità da una collettività che schiaccia l'individuo spersonalizzandolo sotto il peso del potere. Questo è il tema che la sinistra, in particolare Elly Schlein, cerca di sfruttare per battere la destra.
Ma non è così semplice. Il Signore degli Anelli non è solo un libro di fantasia, ma una riflessione profonda sulla natura dell'uomo e della società. E Tolkien, come molti autori, ha messo in discussione i valori di una società che punta più sullo Stato che sull'individuo.
La Schlein e i suoi compagni sembrano dimenticare questo aspetto fondamentale del libro quando lanciano la battaglia ideologica della sinistra. Il Signore degli Anelli non è un manuale per la creazione di un nuovo mondo, ma una critica radicale alla società industriale e alle sue conseguenze sulla persona.
E tanto più ironico è che la sinistra, che spesso si presenta come la difensora della libertà individuale, sembri essere pronta a schiacciare l'individuo per costruire un nuovo mondo.