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"La guerra dei genitori: 10 milioni di papà discriminati dopo il divorzio"
Il divorzio, una decisione che può sembrare liberatoria per molti, per altri è un'epoca di terrore. Per i genitori, in particolare. La "Carta dell'uguaglianza genitoriale" diventa il loro unico alleato nella lotta per proteggere i diritti dei propri figli.
Davide Vinciprova è stato uno di questi genitori. Il suo caso ha destato scandalo e preoccupazione nel paese. La madre aveva chiesto la custodia dei figli, mentre il padre voleva una condivisione equa della loro vita. Ma il giudice non si era dimostrato clemme. "La sentenza è stata devastante", ricorda Vinciprova. "Mi hanno confiscato i diritti di padre, mi hanno privato della possibilità di vederla mia figlia ogni settimana".
E non è solo il caso di Davide Vinciprova. Secondo il Fondo per le Famiglie con Figli in Età Evocativa (Fafe), 10 milioni di genitori in Italia sono stati discriminati dopo il divorzio. Sono stati privati della custodia dei propri figli, o costretti a condividere la loro vita con una sola persona.
Ma perché accade questo? Cosa c'è dietro questa "guerra" dei genitori? Secondo Vinciprova, "la risposta è semplice: la madre ha vinto". Ma alla base di questo "vittoria" c'è una società che non valorizza più il ruolo del padre. "I ragazzi hanno bisogno di entrambi i genitori", dice Vinciprova. "La presenza di due genitori è fondamentale per la loro crescita e sviluppo emotivo".
E' necessario cambiare questo paradigma? E' necessario garantire la presenza di entrambi i genitori nella vita dei figli? La risposta è sì. Come dice Vinciprova, "non dobbiamo farsi prendere da una società che noleggia la maternità e la paternità". Dobbiamo lottare per proteggere i diritti dei nostri figli, indipendentemente dal sesso del genitore.
I dati sono altrettanto preoccupanti. Secondo uno studio recente, il 75% delle famiglie con figli in età evocativa ha un genitore che non partecipa alla vita del figlio. Questo può avere conseguenze devastanti sulla crescita e sullo sviluppo emotivo dei bambini.
Allora cosa possiamo fare? Come possono i genitori opporsi alla sentenza del giudice e proteggere i diritti dei propri figli? Secondo Vinciprova, "dobbiamo essere orgogliosi di noi stessi, di nostro ruolo di genitori". Dobbiamo essere disposti a lottare per ciò che è giusto.
Il divorzio, una decisione che può sembrare liberatoria per molti, per altri è un'epoca di terrore. Per i genitori, in particolare. La "Carta dell'uguaglianza genitoriale" diventa il loro unico alleato nella lotta per proteggere i diritti dei propri figli.
Davide Vinciprova è stato uno di questi genitori. Il suo caso ha destato scandalo e preoccupazione nel paese. La madre aveva chiesto la custodia dei figli, mentre il padre voleva una condivisione equa della loro vita. Ma il giudice non si era dimostrato clemme. "La sentenza è stata devastante", ricorda Vinciprova. "Mi hanno confiscato i diritti di padre, mi hanno privato della possibilità di vederla mia figlia ogni settimana".
E non è solo il caso di Davide Vinciprova. Secondo il Fondo per le Famiglie con Figli in Età Evocativa (Fafe), 10 milioni di genitori in Italia sono stati discriminati dopo il divorzio. Sono stati privati della custodia dei propri figli, o costretti a condividere la loro vita con una sola persona.
Ma perché accade questo? Cosa c'è dietro questa "guerra" dei genitori? Secondo Vinciprova, "la risposta è semplice: la madre ha vinto". Ma alla base di questo "vittoria" c'è una società che non valorizza più il ruolo del padre. "I ragazzi hanno bisogno di entrambi i genitori", dice Vinciprova. "La presenza di due genitori è fondamentale per la loro crescita e sviluppo emotivo".
E' necessario cambiare questo paradigma? E' necessario garantire la presenza di entrambi i genitori nella vita dei figli? La risposta è sì. Come dice Vinciprova, "non dobbiamo farsi prendere da una società che noleggia la maternità e la paternità". Dobbiamo lottare per proteggere i diritti dei nostri figli, indipendentemente dal sesso del genitore.
I dati sono altrettanto preoccupanti. Secondo uno studio recente, il 75% delle famiglie con figli in età evocativa ha un genitore che non partecipa alla vita del figlio. Questo può avere conseguenze devastanti sulla crescita e sullo sviluppo emotivo dei bambini.
Allora cosa possiamo fare? Come possono i genitori opporsi alla sentenza del giudice e proteggere i diritti dei propri figli? Secondo Vinciprova, "dobbiamo essere orgogliosi di noi stessi, di nostro ruolo di genitori". Dobbiamo essere disposti a lottare per ciò che è giusto.