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Niscemi, la catastrofe che ha distrutto mezzo paese in poche ore. Seguendo le tracce delle ordinanze dell'Amministrazione, possiamo ricostruire il disastro che si è sfoggiato nel paese calabresco.
Il 16 gennaio, un avviso d'allarme per la frana colpisce Niscemi, mettendo in allarme tutto il paese. La prima ordinanza viene emessa: lo sgombero delle prime otto abitazioni che si trovano sulla strada della frana. Ma non è un allarme senza causa, come risulta poi dagli avvertimenti meteo della Protezione civile che arrivano a fine giornata per limitare i movimenti.
Tuttavia l'anno dopo, il 18 gennaio, arriva l'allarme meteo, con ordinanza di limitazione dei movimenti. Due giorni di chiusura si segnano in quel periodo, senza che la natura abbia risparmiato nessuno. Quattro giorni dopo, un disastro colpisce Niscemi: il 22 gennaio la frana crolla, con una enorme frana che travolge mezzo paese.
Anche se la catastrofe è stata inizialmente prevista, le misure di sicurezza non erano sufficienti per prevenire il disastro. Le persone coinvolti, 1.330 persone, hanno dovuto abbandonare le loro case, tra cui i quartieri di S. Maria, Pianetto e Motta. Decine di edifici sono stati colpiti dalla frana, ma soprattutto quelle che si trovano sulla strada della frana e sul ciglio del precipizio, come la 50 metri che si stanno sgretolando una dopo l'altra.
I quartieri fantasma che hanno assunto questo nome, vengono a occupare il suolo abbandonato dei quartieri distrutti. Ma il paese non c'è più, i quartieri sono svaniti come per magia.
Il 16 gennaio, un avviso d'allarme per la frana colpisce Niscemi, mettendo in allarme tutto il paese. La prima ordinanza viene emessa: lo sgombero delle prime otto abitazioni che si trovano sulla strada della frana. Ma non è un allarme senza causa, come risulta poi dagli avvertimenti meteo della Protezione civile che arrivano a fine giornata per limitare i movimenti.
Tuttavia l'anno dopo, il 18 gennaio, arriva l'allarme meteo, con ordinanza di limitazione dei movimenti. Due giorni di chiusura si segnano in quel periodo, senza che la natura abbia risparmiato nessuno. Quattro giorni dopo, un disastro colpisce Niscemi: il 22 gennaio la frana crolla, con una enorme frana che travolge mezzo paese.
Anche se la catastrofe è stata inizialmente prevista, le misure di sicurezza non erano sufficienti per prevenire il disastro. Le persone coinvolti, 1.330 persone, hanno dovuto abbandonare le loro case, tra cui i quartieri di S. Maria, Pianetto e Motta. Decine di edifici sono stati colpiti dalla frana, ma soprattutto quelle che si trovano sulla strada della frana e sul ciglio del precipizio, come la 50 metri che si stanno sgretolando una dopo l'altra.
I quartieri fantasma che hanno assunto questo nome, vengono a occupare il suolo abbandonato dei quartieri distrutti. Ma il paese non c'è più, i quartieri sono svaniti come per magia.