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Niscemi, la scena da fine del mondo: ma noi non siamo abusivi. La città di Caltanissetta è stata colpita dalla frana più grave della sua storia, e i residenti sono costretti a lasciare le loro case.
Il presidente della Pro Loco, Francesco Luigi Emanuele Cirrone, 42 anni, sfollato, racconta di come la situazione sia sempre più critica. “Cupo. Resta sempre una speranza, anche se siamo consapevoli che la situazione è grave e che, più che una speranza, la nostra è un’illusione”.
La scena da fine del mondo è descritta dagli occhi di Cirrone mentre gira per Niscemi: “Una scena da fine del mondo. Nell’immaginario comune difficilmente si pensa che possa accadere una cosa del genere. E invece è successo, e ce ne rendiamo conto man mano che passano i giorni”. Cirrone sottolinea la sua solidarietà nei confronti dei cittadini: “La rabbia c’è, la condivido, ma non è questo il momento di esplodere. Ora bisogna affrontare tutto con lucidità. Adesso dobbiamo stringerci mano nella mano, restare uniti e superare questo momento”.
L’assenteismo dei politici è una questione che preoccupa Cirrone: “È scandaloso dire che sono case senza valore. Che siano costate 25mila, 50mila o 200mila euro, sono soldi sudati”. La sua casa, storica e appartenuta a Raffaele Guariglia, ambasciatore in Spagna e in Etiopia, è stata colpita dalla frana. Cirrone sottolinea la pericolosità della situazione: “Sì, perché si trova a margine del costone. Ho già perso circa 10-15 metri quadrati di giardino, che sono crollati”.
Il capo della Protezione Civile Ciciliano ha dichiarato che non tornerete più nelle vostre case, ma Cirrone e la sua famiglia stanno cominciando a prenderne coscienza: “Iniziamo a prenderne coscienza, non è facile. Al momento prevalgono ansia e preoccupazione, la mente è occupata da mille altri pensieri”.
I residenti si sono dovuti spostare in alloggio, mentre i familiari delle vittime di Niscemi hanno richiesto l’intervento della Regione: “Me lo auguro. Oggi l’attenzione c’è, speriamo che le luci non si spengano domani”.
Cirrone si rivolge a coloro che criticano la politica locale: “La passerella in sé non mi scandalizza. Però mi aspetto che chi oggi viene qui, e ci mette la faccia, domani non si dimentichi delle promesse fatte a Niscemi”.
Il presidente della Pro Loco, Francesco Luigi Emanuele Cirrone, 42 anni, sfollato, racconta di come la situazione sia sempre più critica. “Cupo. Resta sempre una speranza, anche se siamo consapevoli che la situazione è grave e che, più che una speranza, la nostra è un’illusione”.
La scena da fine del mondo è descritta dagli occhi di Cirrone mentre gira per Niscemi: “Una scena da fine del mondo. Nell’immaginario comune difficilmente si pensa che possa accadere una cosa del genere. E invece è successo, e ce ne rendiamo conto man mano che passano i giorni”. Cirrone sottolinea la sua solidarietà nei confronti dei cittadini: “La rabbia c’è, la condivido, ma non è questo il momento di esplodere. Ora bisogna affrontare tutto con lucidità. Adesso dobbiamo stringerci mano nella mano, restare uniti e superare questo momento”.
L’assenteismo dei politici è una questione che preoccupa Cirrone: “È scandaloso dire che sono case senza valore. Che siano costate 25mila, 50mila o 200mila euro, sono soldi sudati”. La sua casa, storica e appartenuta a Raffaele Guariglia, ambasciatore in Spagna e in Etiopia, è stata colpita dalla frana. Cirrone sottolinea la pericolosità della situazione: “Sì, perché si trova a margine del costone. Ho già perso circa 10-15 metri quadrati di giardino, che sono crollati”.
Il capo della Protezione Civile Ciciliano ha dichiarato che non tornerete più nelle vostre case, ma Cirrone e la sua famiglia stanno cominciando a prenderne coscienza: “Iniziamo a prenderne coscienza, non è facile. Al momento prevalgono ansia e preoccupazione, la mente è occupata da mille altri pensieri”.
I residenti si sono dovuti spostare in alloggio, mentre i familiari delle vittime di Niscemi hanno richiesto l’intervento della Regione: “Me lo auguro. Oggi l’attenzione c’è, speriamo che le luci non si spengano domani”.
Cirrone si rivolge a coloro che criticano la politica locale: “La passerella in sé non mi scandalizza. Però mi aspetto che chi oggi viene qui, e ci mette la faccia, domani non si dimentichi delle promesse fatte a Niscemi”.