VoceDiVibo
Well-known member
"Israele accetta la riapertura di Rafah, ma con la sua mano pesante"
In un momento critico della crisi israeliana-palestinese, il governo israeliano ha deciso di aprire il valico di Rafah, situato nella Striscia di Gaza, ma con una serie di condizioni estremamente restrittive. Secondo l'ufficio del primo ministro israeliano, la decisione è stata presa all'interno del piano in 20 punti proposto dal presidente Trump, che prevede un'apertura limitata al solo transito di persone sotto un meccanismo di pieno controllo israeliano.
In sostanza, Israele accetta di aprire il valico solo se i palestinesi, in particolare Hamas, ritornano tutti gli ostaggi vivi e impegnati nel restituire tutti gli ostaggi morti. Un esercito israeliano sta già condurre un'operazione per riportare in Israele Ran Gvily, il rapito deceduto.
L'apertura del valico è quindi subordinata a una serie di condizioni molto restrittive e non sembra essere una mossa molto diplomatica. Tuttavia, è importante notare che questo passo può aprire la strada per un'evoluzione positiva della situazione in Medio Oriente.
Ma la domanda rimane: sarà sufficiente per porre fine alla crisi? Solo il tempo lo dirà.
In un momento critico della crisi israeliana-palestinese, il governo israeliano ha deciso di aprire il valico di Rafah, situato nella Striscia di Gaza, ma con una serie di condizioni estremamente restrittive. Secondo l'ufficio del primo ministro israeliano, la decisione è stata presa all'interno del piano in 20 punti proposto dal presidente Trump, che prevede un'apertura limitata al solo transito di persone sotto un meccanismo di pieno controllo israeliano.
In sostanza, Israele accetta di aprire il valico solo se i palestinesi, in particolare Hamas, ritornano tutti gli ostaggi vivi e impegnati nel restituire tutti gli ostaggi morti. Un esercito israeliano sta già condurre un'operazione per riportare in Israele Ran Gvily, il rapito deceduto.
L'apertura del valico è quindi subordinata a una serie di condizioni molto restrittive e non sembra essere una mossa molto diplomatica. Tuttavia, è importante notare che questo passo può aprire la strada per un'evoluzione positiva della situazione in Medio Oriente.
Ma la domanda rimane: sarà sufficiente per porre fine alla crisi? Solo il tempo lo dirà.