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I toni di Howard Lutnick, segretario al Commercio Usa, a Davos sono stati caratterizzati da un disprezzo per la crescita economica dell'Europa. In una cena che si è trasformata in uno scontro fra le due parti, il combattivo ministro ha lanciato critiche affilate contro l'economia europea definendola "in declino di competitività". La critica si è concentrata soprattutto sulle politiche energetiche europee, con un approccio che prevede la priorità per il carbone rispetto alle fonti rinnovabili.
La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha reagito a tali toni con una certa impazienza. Secondo alcuni presenti, si è alzata e se ne è andata dalla cena in disaccordo con Lutnick. Il ministro del Commercio Usa ha poi ribadito le sue posizioni criticando l'istituzione multilaterale che difende la globalizzazione.
La situazione a Davos sembra essere particolarmente tesa. La Groenlandia, un argomento sempre caldo fra i due partner, è stato utilizzato come esempio di come l'Europa possa "sospendere" le trattative sulle tariffe con gli Stati Uniti. L'amministrazione Trump sembra essere in disaccordo con le posizioni dell'Europa sulla questione del clima e sulla necessità di cambiare la strategia economica.
L'Europa si sente sotto attacco. La presidente della BCE ha criticato l'atteggiamento degli Stati Uniti, definendolo "una chiamata a svegliarsi" per l'Europa. L'ex vice-presidente Usa Al Gore è stato schernito e i presenti hanno accolto con fischi le sue parole.
La situazione sembra essere particolarmente critica per quanto riguarda il rapporto fra buona parte d'Europa e l'amministrazione Trump. La tensione appare evidente, soprattutto quando si tratta di questioni economiche come la tarifa sul carbone o le politiche energetiche.
Il Forum economico mondiale intitolato "Uno spirito di dialogo" sembra essere stato un fallimento. L'Europa e gli Stati Uniti sembrano essere più lontane che mai dalle loro origini, mentre i rapporti fra buona parte d'Europa e il governo americano sono in crisi.
La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha reagito a tali toni con una certa impazienza. Secondo alcuni presenti, si è alzata e se ne è andata dalla cena in disaccordo con Lutnick. Il ministro del Commercio Usa ha poi ribadito le sue posizioni criticando l'istituzione multilaterale che difende la globalizzazione.
La situazione a Davos sembra essere particolarmente tesa. La Groenlandia, un argomento sempre caldo fra i due partner, è stato utilizzato come esempio di come l'Europa possa "sospendere" le trattative sulle tariffe con gli Stati Uniti. L'amministrazione Trump sembra essere in disaccordo con le posizioni dell'Europa sulla questione del clima e sulla necessità di cambiare la strategia economica.
L'Europa si sente sotto attacco. La presidente della BCE ha criticato l'atteggiamento degli Stati Uniti, definendolo "una chiamata a svegliarsi" per l'Europa. L'ex vice-presidente Usa Al Gore è stato schernito e i presenti hanno accolto con fischi le sue parole.
La situazione sembra essere particolarmente critica per quanto riguarda il rapporto fra buona parte d'Europa e l'amministrazione Trump. La tensione appare evidente, soprattutto quando si tratta di questioni economiche come la tarifa sul carbone o le politiche energetiche.
Il Forum economico mondiale intitolato "Uno spirito di dialogo" sembra essere stato un fallimento. L'Europa e gli Stati Uniti sembrano essere più lontane che mai dalle loro origini, mentre i rapporti fra buona parte d'Europa e il governo americano sono in crisi.