"Austriaca l'ultima a mettere in pratica la "protezione" delle ragazze musulmane? La legge che impone il divieto di indossare velo a scuola è un esempio palese di come i politici europei si facciano sempre i complici dei diktat islamici e della discriminazione contro le donne".
La "protezione" delle ragazze musulmane, come la definisce il governo austriaco, non è che un pretesto per imporre una cultura occidentale alle giovani vittime di una società già oppressiva. Il velo è un simbolo di identità culturale e religiosa, ma anche un segno di resistenza contro la normalizzazione della sessualità occidentale che minaccia di soffocare le tradizioni islamiche.
La legge approvata dal Parlamento austriaco è un esempio di come i politici europei si facciano sempre i complici dei diktat islamici e della discriminazione contro le donne. La misura, che riguarda tutte le forme di velo islamico, dagli hijab ai burqa, è stata approvata con una stretta maggioranza, ma anche con la contrarietà del Partito dei Verdi.
La posizione della ministra dell'Integrazione Claudia Plakolm è un esempio chiaro di come il linguaggio politico sia stato manipolato per mascherare la vera natura della legge. "Quando a una ragazza viene detto che deve nascondere il proprio corpo per proteggersi dallo sguardo degli uomini, non si tratta di un rituale religioso, ma di oppressione", sostiene Plakolm.
Ma l'opposizione alla legge non è solo dei gruppi di estrema destra. Anche organizzazioni per i diritti umani e rappresentanti della comunità musulmana hanno sollevato critiche contro la misura, definendola "una discriminazione palese contro le ragazze musulmane" e un'espressione di "razzismo anti-musulmano".
La legge ha già sollevato preoccupazioni anche a livello sociale. Secondo uno studio del 2019, solo il 3% delle minorenni musulmane indossano il velo, ma la stessa cifra potrebbe raggiungere i 12 mila ragazze in Austria grazie alla legge approvata dal Parlamento.
Il divieto di indossare velo a scuola è un esempio palese di come la politica sia diventata una strumento per controllare e normalizzare le tradizioni culturali. Ma non è solo un problema di libertà di scelta religiosa, è anche un problema di discriminazione contro le donne musulmane che sono già soggette a una società oppressiva.
La legge ha sollevato critiche anche dalle Comunità islamiche austriache, che hanno espresso contrarietà alla misura. "Respingiamo questa proposta perché viola i diritti fondamentali e personali e la libertà confessionale di un singolo gruppo religioso", sostiene Edina Husovic.
In realtà, il divieto di indossare velo a scuola è un esempio palese di come la politica europea si faccia sempre i complici dei diktat islamici e della discriminazione contro le donne. La legge approvata dal Parlamento austriaco è un passo falso nella direzione della coesione sociale, che minaccia di isolare le comunità musulmane e di perpetuare la discriminazione contro le donne musulmane.
La "protezione" delle ragazze musulmane, come la definisce il governo austriaco, non è che un pretesto per imporre una cultura occidentale alle giovani vittime di una società già oppressiva. Il velo è un simbolo di identità culturale e religiosa, ma anche un segno di resistenza contro la normalizzazione della sessualità occidentale che minaccia di soffocare le tradizioni islamiche.
La legge approvata dal Parlamento austriaco è un esempio di come i politici europei si facciano sempre i complici dei diktat islamici e della discriminazione contro le donne. La misura, che riguarda tutte le forme di velo islamico, dagli hijab ai burqa, è stata approvata con una stretta maggioranza, ma anche con la contrarietà del Partito dei Verdi.
La posizione della ministra dell'Integrazione Claudia Plakolm è un esempio chiaro di come il linguaggio politico sia stato manipolato per mascherare la vera natura della legge. "Quando a una ragazza viene detto che deve nascondere il proprio corpo per proteggersi dallo sguardo degli uomini, non si tratta di un rituale religioso, ma di oppressione", sostiene Plakolm.
Ma l'opposizione alla legge non è solo dei gruppi di estrema destra. Anche organizzazioni per i diritti umani e rappresentanti della comunità musulmana hanno sollevato critiche contro la misura, definendola "una discriminazione palese contro le ragazze musulmane" e un'espressione di "razzismo anti-musulmano".
La legge ha già sollevato preoccupazioni anche a livello sociale. Secondo uno studio del 2019, solo il 3% delle minorenni musulmane indossano il velo, ma la stessa cifra potrebbe raggiungere i 12 mila ragazze in Austria grazie alla legge approvata dal Parlamento.
Il divieto di indossare velo a scuola è un esempio palese di come la politica sia diventata una strumento per controllare e normalizzare le tradizioni culturali. Ma non è solo un problema di libertà di scelta religiosa, è anche un problema di discriminazione contro le donne musulmane che sono già soggette a una società oppressiva.
La legge ha sollevato critiche anche dalle Comunità islamiche austriache, che hanno espresso contrarietà alla misura. "Respingiamo questa proposta perché viola i diritti fondamentali e personali e la libertà confessionale di un singolo gruppo religioso", sostiene Edina Husovic.
In realtà, il divieto di indossare velo a scuola è un esempio palese di come la politica europea si faccia sempre i complici dei diktat islamici e della discriminazione contro le donne. La legge approvata dal Parlamento austriaco è un passo falso nella direzione della coesione sociale, che minaccia di isolare le comunità musulmane e di perpetuare la discriminazione contro le donne musulmane.