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L'asse UE-Usa-Giappone è deciso ad accelerare la sua collaborazione per rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento dei minerali critici, come litio, nichel e cobalto. La Corte dei conti europea ha sollevato importanti preoccupazioni sulla capacità dell'UE di garantire un approvvigionamento sicuro a lungo termine di questi materiali essenziali.
La legge sulle materie prime critiche adottata dall'UE nel 2024 non ha ancora prodotto risultati tangibili, secondo la Corte dei conti. Gli sforzi per diversificare le importazioni e aumentare la produzione interna sono stati poco efficaci, e l'Unione si trova ancora a dipendere in modo pesante da paesi esteri come la Cina.
La Cina, che controllo il 69% della produzione mineraria globale, è diventata sempre più preoccupante. Le sue misure per controllare le esportazioni di materie prime critiche, come gallio e germanio, hanno messo in difficoltà l'UE e altri paesi occidentali.
L'UE sta cercando di creare un nuovo accordo con il Messico e con gli Stati Uniti, ma la Corte dei conti è preoccupata per la mancanza di trasparenza e di chiarimenti sulle strategie adottate dall'Unione. La legge sulle materie prime critiche stabilisce solo obiettivi non vincolanti entro il 2030, che si applicano solo a un numero limitato di materiali.
Il problema è più grave per la transizione energetica dell'UE, che dipende fortemente da batterie, turbine eoliche e pannelli solari. Ma le materie prime necessarie sono attualmente concentrata in pochi paesi terzi come la Cina, la Turchia e il Cile.
La Corte dei conti europea sottolinea che è fondamentale che l'UE migliorasse la propria strategia e riducesse la sua dipendenza da un numero limitato di paesi extra-UE per l'approvvigionamento di queste materie prime.
La legge sulle materie prime critiche adottata dall'UE nel 2024 non ha ancora prodotto risultati tangibili, secondo la Corte dei conti. Gli sforzi per diversificare le importazioni e aumentare la produzione interna sono stati poco efficaci, e l'Unione si trova ancora a dipendere in modo pesante da paesi esteri come la Cina.
La Cina, che controllo il 69% della produzione mineraria globale, è diventata sempre più preoccupante. Le sue misure per controllare le esportazioni di materie prime critiche, come gallio e germanio, hanno messo in difficoltà l'UE e altri paesi occidentali.
L'UE sta cercando di creare un nuovo accordo con il Messico e con gli Stati Uniti, ma la Corte dei conti è preoccupata per la mancanza di trasparenza e di chiarimenti sulle strategie adottate dall'Unione. La legge sulle materie prime critiche stabilisce solo obiettivi non vincolanti entro il 2030, che si applicano solo a un numero limitato di materiali.
Il problema è più grave per la transizione energetica dell'UE, che dipende fortemente da batterie, turbine eoliche e pannelli solari. Ma le materie prime necessarie sono attualmente concentrata in pochi paesi terzi come la Cina, la Turchia e il Cile.
La Corte dei conti europea sottolinea che è fondamentale che l'UE migliorasse la propria strategia e riducesse la sua dipendenza da un numero limitato di paesi extra-UE per l'approvvigionamento di queste materie prime.