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Un anno e un giorno nella vita di Mario Burlò, imprenditore torinese condannato in Venezuela per accuse mai chiarite. La sua liberazione è arrivata l'altro ieri sera, dopo una lunga telefonata con la figlia Gianna, che ha ricevuto notizie dalla delegazione italiana degli uffici consolari di Caracas.
Burlò è stato tenuto in carcere per quasi un anno, in condizioni che lo hanno lasciato "costretto a dormire per terra", come lui stesso racconta. Il detenuto torinese ha sottolineato che le condizioni del carcere sono state molto peggiori di quelle di Alcatraz, e che la sua esperienza è stata "molto più brutta" di quanto non avesse mai immaginato.
L'imprenditore torinese era stato accusato di essere un terrorista, una carica che gli era stata assegnata senza alcuna prova. "Mi contestavano di essere un terrorista", ha detto Burlò, "ma è assurdo". La sua liberazione è stata un momento di grande rilievo per lui e per la sua famiglia.
Burlò è ora in partenza per l'Italia, dopo aver trascorso quasi un anno in carcere. La sua storia è stata definita come "l'incubo" di una persona che non ha fatto nulla di male. L'imprenditore torinese era noto per il suo lavoro nello sport e nella finanza, ma la sua condanna a Venezuela gli ha portato questo momento di grande difficoltà.
La liberazione di Mario Burlò è stata un momento di sollievo per lui e per la sua famiglia. Il detenuto torinese ha espresso il suo ringraziamento alle autorità italiane e alla delegazione dei consolati italiani per averlo liberato e per avergli offerto supporto durante la sua detenzione.
Burlò è stato tenuto in carcere per quasi un anno, in condizioni che lo hanno lasciato "costretto a dormire per terra", come lui stesso racconta. Il detenuto torinese ha sottolineato che le condizioni del carcere sono state molto peggiori di quelle di Alcatraz, e che la sua esperienza è stata "molto più brutta" di quanto non avesse mai immaginato.
L'imprenditore torinese era stato accusato di essere un terrorista, una carica che gli era stata assegnata senza alcuna prova. "Mi contestavano di essere un terrorista", ha detto Burlò, "ma è assurdo". La sua liberazione è stata un momento di grande rilievo per lui e per la sua famiglia.
Burlò è ora in partenza per l'Italia, dopo aver trascorso quasi un anno in carcere. La sua storia è stata definita come "l'incubo" di una persona che non ha fatto nulla di male. L'imprenditore torinese era noto per il suo lavoro nello sport e nella finanza, ma la sua condanna a Venezuela gli ha portato questo momento di grande difficoltà.
La liberazione di Mario Burlò è stata un momento di sollievo per lui e per la sua famiglia. Il detenuto torinese ha espresso il suo ringraziamento alle autorità italiane e alla delegazione dei consolati italiani per averlo liberato e per avergli offerto supporto durante la sua detenzione.