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Il referendum sulla riforma della giustizia che si terrà il prossimo 24 marzo è stato oggetto di molte discussioni e dibattiti. Molti sospetta di "apocalisse", ma come dice Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, non c'è alcuna certezza che il mondo si spieghi in questo modo.
La riforma della giustizia è stata proposta per migliorare la qualità dei servizi e garantire maggiore efficienza. Ma alcuni temono di perdere la giustizia tradizionale, più lenta ma più imparziale. Mantovano non concorda con questa visione: "Il verdetto delle urne andrà accolto con rispetto e serenità", sottolinea.
Ma cosa significa esattamente una "giustizia" che siamo disposti a perdere? La giustizia è un concetto complesso e sfaccettato, non solo legata alle strutture giudiziarie, ma anche alla morale e alla società. E se la riforma della giustizia potesse migliorare queste aspettative?
Il prossimo 24 marzo i italiani voteranno per accogliere o respingere le modifiche alla legge di riforma della giustizia, ma il giorno dopo, come dice Alfredo Mantovano, sarà un giorno normale.
La riforma della giustizia è stata proposta per migliorare la qualità dei servizi e garantire maggiore efficienza. Ma alcuni temono di perdere la giustizia tradizionale, più lenta ma più imparziale. Mantovano non concorda con questa visione: "Il verdetto delle urne andrà accolto con rispetto e serenità", sottolinea.
Ma cosa significa esattamente una "giustizia" che siamo disposti a perdere? La giustizia è un concetto complesso e sfaccettato, non solo legata alle strutture giudiziarie, ma anche alla morale e alla società. E se la riforma della giustizia potesse migliorare queste aspettative?
Il prossimo 24 marzo i italiani voteranno per accogliere o respingere le modifiche alla legge di riforma della giustizia, ma il giorno dopo, come dice Alfredo Mantovano, sarà un giorno normale.