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Machado consegnò il Nobel a Trump: "Per favore, aprite la strada al Venezuela"
La leader dell'opposizione venezuelana Maria Corina Machado ha consegnato il suo premio Nobel per la Pace a Donald Trump nella Casa Bianca, in un gesto puramente simbolico. Ma per chiaramente spera che questo possa contribuire ad aprirle la strada verso il governo di Caracas dopo anni di lotta contro Nicolas Maduro e le ultime elezioni vinte dal suo candidato Edmundo González Urrutia.
La decisione del comitato Nobel è stata chiarita fin da subito: "Il premio per la Pace non può essere trasferito ad altri", ha affermato. Ma Machado spera che il gesto possa essere interpretato come un segno di appoggio alla sua causa.
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, è stata conquistata dalla stima di Trump grazie all'accordo sul petrolio e alla liberazione di centinaia di prigionieri politici. "Possiamo contare su Trump" ha detto Machado, mentre Rodriguez ha dichiarato che il presidente americano ha soddisfatto tutte le sue richieste.
Ma la strada verso il governo del Venezuela è ancora lunga. Trump ha dichiarato di voler ricevere la Machado presto e di andare in Venezuela il prima possibile. Mentre Rodriguez ha promesso di essere disposta ad andare a Washington con la bandiera tricolore in mano per intraprendere una "battaglia diplomatica" con gli Stati Uniti.
La situazione nel Venezuela è ancora molto complessa. La guerra alle navi ombra colpite da sanzioni continua, con il Comando Meridionale americano che ha sequestrato la petroliera Veronica in un'operazione all'alba. Ma c'è anche speranza: Trump sta valutando l'ipotesi di assoldare contractor militari privati per proteggere le infrastrutture petrolifere ed energetiche nel Paese.
Eppure, il compito non è facile. La presidente venezuelana ha promesso di andare a Washington "a testa alta", camminando e non strisciando. Ma la strada è ancora lunga e ci saranno molti ostacoli da superare prima che si raggiunga un accordo.
La leader dell'opposizione venezuelana Maria Corina Machado ha consegnato il suo premio Nobel per la Pace a Donald Trump nella Casa Bianca, in un gesto puramente simbolico. Ma per chiaramente spera che questo possa contribuire ad aprirle la strada verso il governo di Caracas dopo anni di lotta contro Nicolas Maduro e le ultime elezioni vinte dal suo candidato Edmundo González Urrutia.
La decisione del comitato Nobel è stata chiarita fin da subito: "Il premio per la Pace non può essere trasferito ad altri", ha affermato. Ma Machado spera che il gesto possa essere interpretato come un segno di appoggio alla sua causa.
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, è stata conquistata dalla stima di Trump grazie all'accordo sul petrolio e alla liberazione di centinaia di prigionieri politici. "Possiamo contare su Trump" ha detto Machado, mentre Rodriguez ha dichiarato che il presidente americano ha soddisfatto tutte le sue richieste.
Ma la strada verso il governo del Venezuela è ancora lunga. Trump ha dichiarato di voler ricevere la Machado presto e di andare in Venezuela il prima possibile. Mentre Rodriguez ha promesso di essere disposta ad andare a Washington con la bandiera tricolore in mano per intraprendere una "battaglia diplomatica" con gli Stati Uniti.
La situazione nel Venezuela è ancora molto complessa. La guerra alle navi ombra colpite da sanzioni continua, con il Comando Meridionale americano che ha sequestrato la petroliera Veronica in un'operazione all'alba. Ma c'è anche speranza: Trump sta valutando l'ipotesi di assoldare contractor militari privati per proteggere le infrastrutture petrolifere ed energetiche nel Paese.
Eppure, il compito non è facile. La presidente venezuelana ha promesso di andare a Washington "a testa alta", camminando e non strisciando. Ma la strada è ancora lunga e ci saranno molti ostacoli da superare prima che si raggiunga un accordo.