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L'Iran si trova al centro di una morsa mortale. La teocrazia degli ayatollah sta cercando di impiccare le persone che sostengono la rivolta contro il regime. Ma c'è un'altra figura che potrebbe essere all'origine delle proteste: gli agenti del Mossad e della CIA.
Secondo fonti italiane, centinaia di agenti sono stati infiltrati nel paese per reclutare i dissidenti pronti a rovesciare la teocrazia. Ma il loro obiettivo potrebbe essere molto più semplice: "scomparire" tra la folla e riattivarsi nelle moti che potrebbero portare al regime change.
Il direttore del Mossad, David Barnea, aveva già rilasciato una dichiarazione secondo la quale Israele avrebbe continuato a essere presente in Iran. E ora sembra che gli agenti israeliani stiano facendo il loro lavoro sul campo.
Gli iraniani sono stati invitati a scendere in piazza, come se fossero parte di un gioco di teatro. Ma la vera realtà è quella delle proteste che scuotono le città dell'Iran. Mentre i giovani iraniani chiedono maggiore libertà e democrazia, il regime sta cercando di silenziarli.
La guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, ha parlato di "vandali" e "sabotatori". Ma la verità potrebbe essere molto più complessa. Le forze di sicurezza iraniane stanno cercando di individuare i responsabili dei disordini, ma le prove potrebbero non essere sufficienti per fare arresti.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato che le rivolte sono "alimentate e fomentate" da elementi stranieri. Ma c'è qualcosa di più in gioco qui? La presenza di centinaia di agenti del Mossad potrebbe essere il guscio che nasconde un'operazione molto più complessa.
La chiusura di Internet a livello nazionale è ormai in vigore da più di 84 ore. Ma la guerra digitale sta ancora per cominciare. Il gruppo di hacker Handala, considerato legato all'Iran, ha pubblicato diversi video che accusano gli agenti del Mossad di aver svolto un ruolo importante nell'organizzazione delle reti dietro i disordini.
La situazione in Iran è estremamente delicata. La presenza di centinaia di agenti del Mossad potrebbe essere il guscio che nasconde una guerra in corso. E adesso, la questione è: cosa succederà next?
Secondo fonti italiane, centinaia di agenti sono stati infiltrati nel paese per reclutare i dissidenti pronti a rovesciare la teocrazia. Ma il loro obiettivo potrebbe essere molto più semplice: "scomparire" tra la folla e riattivarsi nelle moti che potrebbero portare al regime change.
Il direttore del Mossad, David Barnea, aveva già rilasciato una dichiarazione secondo la quale Israele avrebbe continuato a essere presente in Iran. E ora sembra che gli agenti israeliani stiano facendo il loro lavoro sul campo.
Gli iraniani sono stati invitati a scendere in piazza, come se fossero parte di un gioco di teatro. Ma la vera realtà è quella delle proteste che scuotono le città dell'Iran. Mentre i giovani iraniani chiedono maggiore libertà e democrazia, il regime sta cercando di silenziarli.
La guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, ha parlato di "vandali" e "sabotatori". Ma la verità potrebbe essere molto più complessa. Le forze di sicurezza iraniane stanno cercando di individuare i responsabili dei disordini, ma le prove potrebbero non essere sufficienti per fare arresti.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato che le rivolte sono "alimentate e fomentate" da elementi stranieri. Ma c'è qualcosa di più in gioco qui? La presenza di centinaia di agenti del Mossad potrebbe essere il guscio che nasconde un'operazione molto più complessa.
La chiusura di Internet a livello nazionale è ormai in vigore da più di 84 ore. Ma la guerra digitale sta ancora per cominciare. Il gruppo di hacker Handala, considerato legato all'Iran, ha pubblicato diversi video che accusano gli agenti del Mossad di aver svolto un ruolo importante nell'organizzazione delle reti dietro i disordini.
La situazione in Iran è estremamente delicata. La presenza di centinaia di agenti del Mossad potrebbe essere il guscio che nasconde una guerra in corso. E adesso, la questione è: cosa succederà next?