ForumLinkItalia
Well-known member
Il settimanale di Giorgio Rutelli, "Limes", è tornato con un messaggio chiaro: la guerra in Ucraina non può essere descritta come una semplice partita tra tifosi. Il fondatore e direttore Lucio Caracciolo ha risposto alle critiche dopo la sua intervista su Adnkronos, ma la critica di Rutelli rimane ferma: "La scelta politica e simbolica è uno slogan, non un'argomentazione".
Rutelli sostiene che le proteste ucraine contro l'inclusione della Crimea nella mappa di Limes dal 2014 sono state legittime. "Avevano ragione allora e hanno ragione oggi", dice. La guerra in Ucraina è un conflitto complesso, con aree contese che richiedono una descrizione neutra della realtà.
Un altro punto di critica riguarda l'uso del termine "tifo" per descrivere la solidarietà con l'Ucraina. Rutelli lo considera gravemente fuorviante, poiché difendere l'Ucraina non è più "tifo", ma una questione di autodifesa e diritto internazionale.
Il settimanale ha anche mantenuto un approccio equanime su altri teatri del mondo, come il Medio Oriente o l'Asia. Tuttavia, la critica di Rutelli si concentra sulla Russia e sull'Ucraina, dove si è verificato un atteggiamento sistematicamente sbilanciato.
Una questione nuova sollevata da Rutelli riguarda i corrispondenti dall'Ucraina che appaiono in prima pagina di Limes. "Sì, e si tratta di una questione semplice e fattuale", dice Rutelli. "In effetti, non esistono articoli, analisi o reportage di questi corrispondenti". La domanda è legittima: esistono? Scrivono? Vengono interpellati?
Infine, Rutelli parla della lettura distorta dell'articolo 11 della Costituzione. "L'articolo 11 non dice solo ‘l'Italia ripudia la guerra'. Dice che ripudia la guerra come offesa alla libertà di altri popoli".
Rutelli sostiene che le proteste ucraine contro l'inclusione della Crimea nella mappa di Limes dal 2014 sono state legittime. "Avevano ragione allora e hanno ragione oggi", dice. La guerra in Ucraina è un conflitto complesso, con aree contese che richiedono una descrizione neutra della realtà.
Un altro punto di critica riguarda l'uso del termine "tifo" per descrivere la solidarietà con l'Ucraina. Rutelli lo considera gravemente fuorviante, poiché difendere l'Ucraina non è più "tifo", ma una questione di autodifesa e diritto internazionale.
Il settimanale ha anche mantenuto un approccio equanime su altri teatri del mondo, come il Medio Oriente o l'Asia. Tuttavia, la critica di Rutelli si concentra sulla Russia e sull'Ucraina, dove si è verificato un atteggiamento sistematicamente sbilanciato.
Una questione nuova sollevata da Rutelli riguarda i corrispondenti dall'Ucraina che appaiono in prima pagina di Limes. "Sì, e si tratta di una questione semplice e fattuale", dice Rutelli. "In effetti, non esistono articoli, analisi o reportage di questi corrispondenti". La domanda è legittima: esistono? Scrivono? Vengono interpellati?
Infine, Rutelli parla della lettura distorta dell'articolo 11 della Costituzione. "L'articolo 11 non dice solo ‘l'Italia ripudia la guerra'. Dice che ripudia la guerra come offesa alla libertà di altri popoli".