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Un licenziamento per una bottiglietta di detersivo da 2,9 euro. Un caso che sembra tratto dal romanzo di Franz Kafka, ma che si basa su fatti reali. La Pam Panorama ha licenziato una cassiera perché non ha pagato per un flacone di detersivo che si era rotto e poi aveva recuperato da uno scaffale senza pagare per la seconda volta.
La storia è iniziata quando la cassiera, che aveva lavorato per decenni alla Pam Panorama, ha fatto una spesa e ha acquistato un flacone di detersivo. Mentre usciva dal negozio, si era rotto il contenitore di plastica, facendo cadere il detersivo nel piazzale. La cassiera è tornata indietro e ha avvertito il responsabile del punto vendita dell'incidente, e gli ha anche segnalato la chiazza in cui potrebbe scivolare qualcuno. Era stata autorizzata a prendersi una confezione sostitutiva senza pagare per la seconda volta.
Tuttavia, nei giorni successivi, la cassiera è stata convocata dai vertici locali di Pam e ha ricevuto un'ultimatum: se non avesse pagato il nuovo flacone del detersivo, sarebbe stata licenziata. La cassiera era stata costretta a firmare un verbale di contestazione disciplinare, con tanto di licenziamento per giusta causa.
La situazione è stata dichiarata "infine" scandalosa dalla segretaria sindacale della Filcams Cgil, Pier Paolo Micci. Il caso sembra essere stato iniziato per una piccola somma, ma la reazione del datore di lavoro è stata eccessiva. "Spero che si arrivi a una risoluzione", ha detto Micci, "altrimenti aspettiamo con ansia la sentenza del giudice".
La vicenda sembra essere ancora aperta. Il tribunale del lavoro di Grosseto sta trattando l'appello della cassiera e del sindacato, mentre l'avvocato lavorista Paolo Martellucci si occupa di tutelare i diritti della sua cliente.
La cosa più amara è che la somma di 2,9 euro sembra essere stata un pretesto inaccettabile per licenziare una persona che ha lavorato per decenni alla Pam Panorama. La cassiera era considerata una "lavoratrice storica" della catena, e aveva sempre mantenuto un buon rapporto con i colleghi e con il datore di lavoro.
In fin dei conti, la verità sarà rivelata solo con la sentenza del giudice Giuseppe Grosso. Ma per ora, è chiaro che il caso della cassiera della Pam Panorama è un esempio dell'incomprensione e del disprezzo per i lavoratori che hanno dato il loro lavoro al datore di lavoro.
La storia è iniziata quando la cassiera, che aveva lavorato per decenni alla Pam Panorama, ha fatto una spesa e ha acquistato un flacone di detersivo. Mentre usciva dal negozio, si era rotto il contenitore di plastica, facendo cadere il detersivo nel piazzale. La cassiera è tornata indietro e ha avvertito il responsabile del punto vendita dell'incidente, e gli ha anche segnalato la chiazza in cui potrebbe scivolare qualcuno. Era stata autorizzata a prendersi una confezione sostitutiva senza pagare per la seconda volta.
Tuttavia, nei giorni successivi, la cassiera è stata convocata dai vertici locali di Pam e ha ricevuto un'ultimatum: se non avesse pagato il nuovo flacone del detersivo, sarebbe stata licenziata. La cassiera era stata costretta a firmare un verbale di contestazione disciplinare, con tanto di licenziamento per giusta causa.
La situazione è stata dichiarata "infine" scandalosa dalla segretaria sindacale della Filcams Cgil, Pier Paolo Micci. Il caso sembra essere stato iniziato per una piccola somma, ma la reazione del datore di lavoro è stata eccessiva. "Spero che si arrivi a una risoluzione", ha detto Micci, "altrimenti aspettiamo con ansia la sentenza del giudice".
La vicenda sembra essere ancora aperta. Il tribunale del lavoro di Grosseto sta trattando l'appello della cassiera e del sindacato, mentre l'avvocato lavorista Paolo Martellucci si occupa di tutelare i diritti della sua cliente.
La cosa più amara è che la somma di 2,9 euro sembra essere stata un pretesto inaccettabile per licenziare una persona che ha lavorato per decenni alla Pam Panorama. La cassiera era considerata una "lavoratrice storica" della catena, e aveva sempre mantenuto un buon rapporto con i colleghi e con il datore di lavoro.
In fin dei conti, la verità sarà rivelata solo con la sentenza del giudice Giuseppe Grosso. Ma per ora, è chiaro che il caso della cassiera della Pam Panorama è un esempio dell'incomprensione e del disprezzo per i lavoratori che hanno dato il loro lavoro al datore di lavoro.