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Un'altra storia di passione e prepotenza. La "bidella pendolare" Giuseppina Giugliano, che aveva conquistato l'attenzione della cronaca con le sue trasferte quotidiane tra Milano e Napoli, è ora in carcere per stalking.
La protagonista della vicenda, imputata di aver perseguitato la preside dell'Istituto Morano di Caivano Eugenia Carfora, sembra aver assunto un comportamento sempre più pressante nei confronti della dirigente scolastica. Dopo aver conquistato il posto di collaboratrice scolastica, Giugliano avrebbe iniziato a inviare messaggi incessanti alla preside attraverso social network e email, rivendicando il proprio posto di lavoro.
La reazione dell'istituto era stata immediata: Carfora aveva presentato denuncia per stalking, ed il Tribunale di Napoli Nord aveva disposto una prima misura cautelare. Ma Giugliano non si era lasciata intimidire e continuava a pubblicare messaggi analoghi sui social network.
La situazione ha subito varie fasi, con l'aggravamento della misura cautelare dopo nuove presunte violazioni. La donna è stata arrestata e detenuta nel penitenziario di Secondigliano per circa un mese e mezzo. Ma grazie a un ricorso del suo difensore, Corrado Coppola, i domiciliari sono stati nuovamente concessi.
Ora Giugliano attende la prossima udienza del processo per stalking, fissata per fine mese. Una vicenda che sembra aver assunto un tono sempre più preoccupante e minaccioso. La questione è: fino a quando questo comportamento pressante e aggressivo sarà tollerato?
E di cosa si tratta? Un semplice errore di giudizio o qualcosa di più grave? Speriamo che la giustizia sia fiera nel suo processo e che Giugliano sia costretta a riconoscere i suoi errori.
La protagonista della vicenda, imputata di aver perseguitato la preside dell'Istituto Morano di Caivano Eugenia Carfora, sembra aver assunto un comportamento sempre più pressante nei confronti della dirigente scolastica. Dopo aver conquistato il posto di collaboratrice scolastica, Giugliano avrebbe iniziato a inviare messaggi incessanti alla preside attraverso social network e email, rivendicando il proprio posto di lavoro.
La reazione dell'istituto era stata immediata: Carfora aveva presentato denuncia per stalking, ed il Tribunale di Napoli Nord aveva disposto una prima misura cautelare. Ma Giugliano non si era lasciata intimidire e continuava a pubblicare messaggi analoghi sui social network.
La situazione ha subito varie fasi, con l'aggravamento della misura cautelare dopo nuove presunte violazioni. La donna è stata arrestata e detenuta nel penitenziario di Secondigliano per circa un mese e mezzo. Ma grazie a un ricorso del suo difensore, Corrado Coppola, i domiciliari sono stati nuovamente concessi.
Ora Giugliano attende la prossima udienza del processo per stalking, fissata per fine mese. Una vicenda che sembra aver assunto un tono sempre più preoccupante e minaccioso. La questione è: fino a quando questo comportamento pressante e aggressivo sarà tollerato?
E di cosa si tratta? Un semplice errore di giudizio o qualcosa di più grave? Speriamo che la giustizia sia fiera nel suo processo e che Giugliano sia costretta a riconoscere i suoi errori.