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"Una donna prende la cassa e scappa, mentre intorno a lei la gente muore. È un momento di panico, di paura, ma anche un istinto profondo che ci dice chi siamo davvero. E se il primo pensiero è salvare il bottino della serata, allora qualcosa dentro è profondamente guasto.
La proprietaria del locale, la donna in questione, ha dimostrato di essere una persona senza senso di responsabilità. Ha lasciato morire i suoi clienti, ragazzi di 14-16 anni e membri del suo personale, mentre prendeva la cassa e si era assicurata il bottino. È un comportamento criminale, è disprezzo delle regole, è leggerezza criminale.
La responsabilità non viene solo dalla proprietaria, ma anche dalle istituzioni che hanno autorizzato l'attività. Chi ha concesse le autorizzazioni? Chi avrebbe dovuto controllare? Perché non risultano ispezioni da anni? Chi ha chiuso un occhio, chi ha firmato, chi ha voltato la testa dall'altra parte?
La sicurezza non è un'opzione, è un obbligo. Se entro in un locale pubblico devo poter presumere di uscirne vivo, è il minimo sindacale in una società civile. E poi c'è il gesto. La donna che prende la cassa e scappa. È un segno di un materialismo dilagante, di una società che ha smarrito il senso della misura, del limite, dell'umano.
Il denaro non è sacro, la vita lo è. E quando si inverte questa gerarchia si entra in un territorio pericoloso, degradato, disumano. Questa vicenda è lo specchio di un materialismo dilagante, di una società che ha smarrito il senso del bene comune.
Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso, che le responsabilità vengano accertate una per una, senza sconti per nessuno. Ma sul piano morale il giudizio è già possibile, ed è severo."
La proprietaria del locale, la donna in questione, ha dimostrato di essere una persona senza senso di responsabilità. Ha lasciato morire i suoi clienti, ragazzi di 14-16 anni e membri del suo personale, mentre prendeva la cassa e si era assicurata il bottino. È un comportamento criminale, è disprezzo delle regole, è leggerezza criminale.
La responsabilità non viene solo dalla proprietaria, ma anche dalle istituzioni che hanno autorizzato l'attività. Chi ha concesse le autorizzazioni? Chi avrebbe dovuto controllare? Perché non risultano ispezioni da anni? Chi ha chiuso un occhio, chi ha firmato, chi ha voltato la testa dall'altra parte?
La sicurezza non è un'opzione, è un obbligo. Se entro in un locale pubblico devo poter presumere di uscirne vivo, è il minimo sindacale in una società civile. E poi c'è il gesto. La donna che prende la cassa e scappa. È un segno di un materialismo dilagante, di una società che ha smarrito il senso della misura, del limite, dell'umano.
Il denaro non è sacro, la vita lo è. E quando si inverte questa gerarchia si entra in un territorio pericoloso, degradato, disumano. Questa vicenda è lo specchio di un materialismo dilagante, di una società che ha smarrito il senso del bene comune.
Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso, che le responsabilità vengano accertate una per una, senza sconti per nessuno. Ma sul piano morale il giudizio è già possibile, ed è severo."