VoceDiTutti
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La notizia che ci spinge a riflettere è questa: se il mondo non reagisce alla violenza che si sta diffondendo in Iran, non sarà soltanto il Paese a essere colpito, ma tutta la globale comunità. La sentenza di Jafar Panahi, vincitore della Palma d'Oro a Cannes, è un monito chiaro: «Se in un luogo la verità viene soffocata, altrove il respiro della libertà si fa più corto. E allora nessuno, in nessun angolo del mondo, è al sicuro: né in Iran, né in Europa, né in America, né in nessun punto di questo pianeta».
L'Iran vive uno dei periodi più amari della sua storia, e ciò nonostante, i cittadini iraniani sono stati massacrati dalle autorità che hanno risposto con l'unico linguaggio che conoscono: la violenza. Le comunicazioni sono state interrotte per isolare gli iraniani dal mondo esterno, e poi sono arrivate le armi, che hanno sedato le proteste. Il bilancio delle vittime è raggiunto quota 12.000 dopo solo 48 ore immerse nel sangue.
Il regista Panahi ha dipinto un quadro desolante della situazione in Iran, con arresti di massa, l'impossibilità di raggiungere gli ospedali per i feriti e la legge marziale imposta dalle autorità. Non sarà solo il dolore di un singolo Paese a essere causato se il mondo non risponde a questa orribile violenza. Il mondo intero rischia di soffrire a causa di questa violenza che si sta diffondendo e contagiando ovunque.
In questi momenti, non ci si può permettere di ignorare la gravità della situazione in Iran. La questione non è solo iraniana, ma globale. Nessuno è al sicuro, in nessuna parte del mondo. Il nostro silenzio sarebbe un abbandono del popolo iraniano che rischia di essere massacrato dalle autorità.
L'Iran vive uno dei periodi più amari della sua storia, e ciò nonostante, i cittadini iraniani sono stati massacrati dalle autorità che hanno risposto con l'unico linguaggio che conoscono: la violenza. Le comunicazioni sono state interrotte per isolare gli iraniani dal mondo esterno, e poi sono arrivate le armi, che hanno sedato le proteste. Il bilancio delle vittime è raggiunto quota 12.000 dopo solo 48 ore immerse nel sangue.
Il regista Panahi ha dipinto un quadro desolante della situazione in Iran, con arresti di massa, l'impossibilità di raggiungere gli ospedali per i feriti e la legge marziale imposta dalle autorità. Non sarà solo il dolore di un singolo Paese a essere causato se il mondo non risponde a questa orribile violenza. Il mondo intero rischia di soffrire a causa di questa violenza che si sta diffondendo e contagiando ovunque.
In questi momenti, non ci si può permettere di ignorare la gravità della situazione in Iran. La questione non è solo iraniana, ma globale. Nessuno è al sicuro, in nessuna parte del mondo. Il nostro silenzio sarebbe un abbandono del popolo iraniano che rischia di essere massacrato dalle autorità.